«Francescani nella trappola degli integralisti»

«La criminalità che sfrutta gli irregolari va stroncata»

da Ancona

In pieno Ramadan. Tra preghiere e canti in arabo. Con l’arrivo di pellegrini da ogni parte d’Italia. E una delle istituzioni più controverse del panorama islamico italiano a promuovere l’evento. Il trentanovesimo campeggio dell’Ucoii (Unione delle Comunità islamiche italiane) ha già sollevato le prime polemiche. Ma lo ha fatto soprattutto per una ragione: l’appuntamento, che si terrà dal 6 al 10 settembre a Sassoferrato, in provincia di Ancona, avrà come teatro il convento di frati francescani «La Pace».
Un controsenso, a prima vista, considerate le posizioni assunte dall’organizzazione su temi di scottante attualità: l’Ucoii parlò di «stragi israeliane come quelle naziste», si è rifiutata di entrare nella Consulta islamica per il dialogo con l’islam (poi sospesa) e il suo presidente, Mohammed Nour Dachan ebbe a dire, a proposito di reciprocità, che «magari i musulmani fossero trattati nei Paesi che si rifanno a Dio come i cristiani sono trattati nei Paesi islamici».
La decisione ha già scatenato le prime reazioni, come quella di Souad Sbai, deputata del Pdl, convinta che l’Ucoii voglia rendersi credibile agli occhi del mondo cattolico. Tra lo sbigottito e l’indignato, ha detto al Corriere.it: «I francescani, come tanti “buonisti” in Italia, sono caduti nella trappola dell’Ucoii. Ma non si illudano, il miracolo non accadrà - insiste la Sbai -. Io li conosco bene, non mi fido, queste persone sono ferme su posizioni integraliste, non hanno voluto firmare la Carta dei Valori. Sono poligami e rifiutano l’uguaglianza tra uomini e donne».
La decisione di scegliere l’area di Ancona, dove tra l’altro il leader dell’Ucoii vive e la comunità da lui rappresentata è ben radicata, è stata presa in piena autonomia dai frati minori del convento, che hanno facoltà di dare in prestito ambienti esterni ai luoghi di culto. La spiegazione è arrivata dallo stesso vescovo di Fabriano (la diocesi in cui si trova il convento), monsignor Giancarlo Vecerrica. «Mi hanno detto che già in passato avevano collaborato», ha detto prendendo tuttavia le distanze dall’evento, a cui - dice - non parteciperà.
I fedeli musulmani, con famiglie e bambini, vivranno per qualche giorno nelle camere e nelle aule del convento, dove il campeggio tratterà il tema del «digiuno» proprio a pochi giorni dall’inizio del Ramadan. Loro, i francescani, per bocca del ministro provinciale dei frati minori Vincenzo Brocanelli, loro rappresentante, replicano così: «Non è la prima volta che si svolgono incontri del genere e non ci sono mai stati problemi. Le autorità sono informate». Si è trattato, insomma, di una scelta «serena, assunta dopo aver consultato l’arcivescovo, monsignor Menichelli, nel solco della tradizione dei francescani, da sempre presenti in tanti Paesi del mondo a fianco dei musulmani». Sulla prudenza che i frati avrebbero potuto utilizzare, Menichelli replica: «Non si può usare una prudenza che diventi esclusione».
Dal canto suo, il leader musulmano Dachan ha fatto sapere che l’argomento (il digiuno) è «comune a tutte le fedi» e si svolgerà in un luogo «significativo» perché i frati sono «nostri fratelli da anni».