Franceschini: "Basta con l'antiberlusconismo" Ma attacca il governo: "Nega che c'è la crisi"

Il segretario del Pd: "Cercano di negare l’esistenza della crisi, nasconderla parlando di tutto, addirittura con la strumentalizzazione del caso-Englaro. Finalmente in queste settimane siamo riusciti a parlarne"

Roma - Ancora una volta la crisi economica è al centro del dibattito politico. Dario Franceschini torna a farsi sentire ripetendo che la situazione è più grave del previsto e che il governo sta facendo di tutto per non parlarne. Solo nelle ultime settimane - sottolinea il segretario del Pd - in Italia si è riusciti a parlare della crisi economica, per mesi il governo ha cercato di nasconderla usando "armi di distrazione di massa" e arrivando a "strumentalizzare addirittura il caso-Englaro" a questo scopo. Franceschini lo dice parlando all’assemblea dei circoli del Pd.

Negano l'esistenza della crisi Il governo, sostiene Franceschini, cerca di "nascondere la crisi, negarla, negarne l’esistenza, parlare d’altro. Finalmente in queste settimane siamo riusciti a parlare della crisi, c’era il tentativo di nasconderla parlando di tutto, addirittura con la strumentalizzazione del caso-Englaro... sono le armi di distrazione di massa messe in campo da Berlusconi".

"L'antiberlusconismo è finito" Franceschini lo dice a chiare lettere: "L’antiberlusconismo è finito", poi mette da parte le buone maniere e fa girare il solito disco precisando che "essere moderati non significa non alzare la voce, non gridare quando un presidente del Consiglio offende la Costituzione e il parlamento e dimostra di non riconoscere il ruolo di garanzia del capo dello Stato. In questi momenti i riformisti alzano la voce". Lo fanno anche quando, prosegue Franceschini all’assemblea dei circoli, "si vede la superficialità di ministri che insultano categorie di italiani definendo il lavoratori fannulloni e gli studenti guerriglieri".