Franceschini e la Cgil, Epifani al governo: "Un tavolo sulla crisi"

Il leader del Pd alla manifestazione. Il segretario Cgil: "Non chiedo l'impossibile, ma serve un tavolo vero di confronto". Gli organizzatori: "Siamo due milioni e 700mila". Tremonti: "Finisca la protesta e si passi alla proposta"

Roma - Epifani e la Cgil alla prova della piazza contro il governo. Franceschini e il Pd si mettono a ruota. "Sarà una bella giornata, che si ricorderà per lungo tempo" esordisce il segretario generale della Cgil arrivando al corteo che parte da Piazzale dei Partigiani. "C’è tanta gente, c’è una parte della grande Italia del lavoro, dei pensionati, dei precari" ha aggiunto il leader del sindacato. La manifestazione è a sostegno, ha sottolineato, di chi perde il lavoro, il reddito, per gli anziani che non ce la fanno, per chi va in cassa integrazione, per chiedere misure per il sistema produttivo e per gli investimenti, insieme ad un sistema di maggiore protezione sociale. Poi la stretta di mano con il segretario del Pd. Franceschini chiede "una stagione di unità sindacale. Voglio dire alla Cgil che è importante stare in piazza ma mai contro gli altri sindacati". In corteo anche Veltroni e Bersani, Cofferati e Bertinotti. Più Di Pietro e l'Idv al gran completo. I numeri degli organizzatori sono trionfalistici: "Siamo 2 milioni e 700mila". Molti meno secondo la questura di Roma, che parla di circa 200mila partecipanti.

Al governo "Vorrei che il governo riflettesse sulla gravità della crisi, vorrei che il governo provasse a fare di più" ha detto Epifani, nel corso del corteo diretto al Circo Massimo. "Non chiedo - ha aggiunto - cose impossibili. Ma cose che si possono e si debbono fare". Appello all'esecutivo anche da parte di Franceschini. "Il governo non sta affrontando la crisi. In tutto il mondo ci sono manifestazioni dei sindacati e - aggiunge - in tutto il mondo i governi si preoccupano di affrontare i problemi dei lavoratori. Dire che, poiché la crisi è globale le soluzioni non potranno che essere a livello internazionale è una falsità perché la crisi va affrontata con misure concrete che adottano i governi nazionali".

Epifani alll'attacco  La Cgil è "soddisfatta per aver riempito la piazza. Non era scontato per niente". Così il segretario generale della Cgil apre il suo discorso al Circo Massimo per concludere la manifestazione. "Per fronteggiare la crisi economica questo governo ha investito solo quattro miliardi di euro di risorse aggiuntive" attacca Epifani. "Perché il governo non ha voluto o non vuole fare di più? Tolto l’aiuto alle banche, ha affrontato questa crisi solo con quattro miliardi di spese aggiuntive. Perché? Perché non attiva subito la domanda pubblica degli enti locali consentendo di superare la rigidità del patto di stabilità? E perché non offre una soluzione ai problemi dei precari del pubblico impiego e della scuola? Perché, infine non ascolta le associazioni e noi per cambiare la social card? Cosa aspetta?".

Un tavolo comune Il segretario generale della Cgil è tornato poi a chiedere all’esecutivo di raddoppiare le settimane di cassa integrazione ordinaria, perché "in molte aziende è ormai arrivata al termine. Bisogna estendere la cassa ordinaria - ha concluso - per evitare che il passaggio alla straordinaria si trasformi in ristrutturazione". Epifani chiede poi all'esecutivo "un tavolo vero di confronto. Su quattro punti. Politiche industriali e investimenti. Cifre degli ammortizzatori sociali. Licenziamenti. Giustizia fiscale. Perché c’è troppo divario tra quello che bisogna fare e quello che il governo fa. Un buco nero che trascina con sé lavoratori, pensionati ma anche tante imprese".

Unità sindacale Un richiamo all’unità del sindacato confederale arriva dal segretario della Cgil. Per Epifani, di fronte alla richiesta della stessa Cgil di aprire un tavolo col governo su pensionati, giustizia fiscale, politiche della crisi e capienza e congruità degli ammortizzatori sociali, "Cisl e Uil non possono che essere d’accordo con questa richiesta perché i temi sono comuni. C’è bisogno di unità del sindacato confederale perché le divisioni non possono essere quelle registrate fino a oggi perché la crisi ha bisogno di tutto e di tutti". Un tavolo su cui, secondo Epifani, potrà essere d’accordo anche Confindustria.

Fischi a Berlusconi Una bordata di fischi si è sollevata dai manifestati raccolti al Circo Massimo per la manifestazione nazionale della Cgil quando il segretario generale ha nominato per la prima volta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso del suo discorso. I fischi non hanno permesso a Epifani di completare neppure la sua frase: "Il presidente del Consiglio prima di partire per Londra...". Poi il leader sindacale riesce a continuare: "Se sono vere le parole di non voler lasciare indietro nessuno, chiediamo formalmente di aprire subito un tavolo vero di confronto perché si possa ascoltare realmente e concretamente le cose da fare per fronteggiare questa crisi. Non è una sfida, ma un invito. Non siamo in grado - prosegue Epifani - di fare previsioni attendibili, ma se la ricchezza del paese crollerà nel 2009 del 4%, questa caduta non la si può affrontare con battute e misure non all’altezza dei problemi".

I cinque cortei Sono già decine di migliaia i lavoratori, i pensionati, gli studenti e i precari che hanno raggiunto Piazzale dei Partigiani, a Roma, da dove partirà uno dei cinque cortei previsti per la manifestazione nazionale della Cgil, che confluiranno al Circo Massimo."È un corteo già da 200 mila persone" ha detto il segretario organizzativo del sindacato, Enrico Panini. Il corteo, al quale prenderà parte il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, si apre con due mega striscioni con gli slogan: "Futuro sì, indietro no", "Insieme per costruire un futuro diverso". La testa del corteo ha già superato Piazzale Ostiense e si trova a metà di Viale della Piramide Cestia verso Viale Aventino.

Tremonti: finisca la protesta, ora la proposta "Prima finisce la protesta e inizia la proposta meglio è, non solo nei fini ma anche nei mezzi". Così il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, lasciando la riunione informale dell’Ecofin commenta la manifestazione della Cgil. "Nel pieno della crisi - ha osservato il ministro rivolgendosi agli italiani - volete essere governati da Berlusconi o da Franceschini? Chi vi da più tranquillità? Io non ho dubbi - ha aggiunto - preferisco Berlusconi". Secondo il ministro "non è giusta la proposta di fare una cambiale, un assegno scoperto che poi pagano i nostri figli. Se arriva la proposta giusta la valuteremo". La nostra politica, ha proseguito Tremonti, è "conservare la coesione sociale e la tenuta del sistema industriale". Sul bilancio pubblico, ha ribadito il ministro, non ci sono stati sforamenti del deficit ma "abbiamo fatto uno spostamento di risorse".

Brunetta: scampagnata utile... "Se qualcuno fa una scampagnata in più male non fa ovviamente neanche all’economia perché muove risorse, ristoranti e autobus". Attacca così, il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, a margine del Workshop Finanza di Ambrosetti, secondo il quale corteo della Cgil "è un fatto positivo per la ripresa economica". Brunetta poi dice: "Il governo ascolta tutti i cittadini sia quelli che scendono in piazza sia, soprattutto, quelli che non scendono in piazza e fanno tutti il loro lavoro e dovere". A chi gli chiede se il governo ascolterà le richieste dei manifestanti, Brunetta risponde che "veramente in piazza scendono tanti individui e quando delle persone vanno a manifestare pacificamente è sempre un fatto di democrazia e di libertà".