Franceschini insiste: "E' in gioco la democrazia"

Il segretario del Pd torna all'attacco del premier: "I sintomi li abbiamo visti tutti sul
fatto che nel Paese è in gioco la qualità della democrazia. Ogni volta che gli capita una cosa sgradevole il premier dice che c'è un complotto"

Roma - Quando il gioco si fa duro... i duri iniziano a giocare. Ma non tutti sono "duri". E non tutti hanno sufficiente fantasia e argomenti nuovi - e sensati - per attaccare l'avversario. E' il caso del leader del Pd Dario Franceschini, che torna a ribadire un concetto vecchio 15 anni: la democrazia è a rischio. La colpa, ovviamente, è sempre la stessa: Berlusconi. "I sintomi - attacca Franceschini - li abbiamo visti tutti sul fatto che nel Paese è in gioco la qualità della democrazia".

Abbiamo i sintomi sotto gli occhi Franceschini ha risposto ai giornalisti a margine di un incontro elettorale a Trieste, città che chiude il tour del leader del Pd nel Nord Italia. "I sintomi li abbiamo visti tutti - ribadisce Franceschini - quando un presidente del Consiglio grida al complotto ogni volta che gli capita una cosa sgradevole: che sia un attacco della stampa internazionale, una vicenda della magistratura, c’è sempre un pericoloso complotto dietro. Così come quando mostra fastidio nei confronti del parlamento, dei magistrati, definiti 'grumi eversivi', quando attacca la stampa che fa il proprio mestiere, allora ci sono segnali preoccupanti".

Il Pdl dovrebbe candidare chi critica "Mi piacerebbe tanto - aggiunge Berlusconi - arrivare a vedere un giorno che nel Pdl una giovane dirigente politica che critica Berlusconi viene candidata nelle liste". Franceschini ha ribadito la critica del Pdl che ha candidato persone che mai andranno a Bruxelles, tra le quali lo stesso Berlusconi, definendo tutta l’operazione 'un imbroglio', e riferendosi proprio a Berlusconi, Franceschini ha ripetuto: "Non lo sfiderò mai sull’imbroglio, non mi interessa".