Franceschini parla dialetto ma gli elettori non ci sentono

Dario Franceschini ha provato a convincerli con l’arma migliore, il dialetto: «Non sarà un predellino ma è una scagna», ha detto qualche giorno fa salendo su una sedia in un comizio improvvisato davanti alla stazione di Bergamo, annunciando che «La nostra parola d’ordine è serietà». Pare che servirà ben altro, però, per ripetere il miracolo che il sindaco uscente del Pd oggi ricandidato, Roberto Bruni, compì nel 2004, quando strappò il centro delle «valli armate» di bossiana memoria a un centrodestra allora spaccato. Oggi, Pdl e Lega sostengono uniti l’ex di An Franco Tentorio. Il dato che maggiormente preoccupa i democratici è quello delle politiche: Pdl e Lega nel 2008 hanno rastrellato il 51 per cento dei consensi, contro il 36 di Pd e Idv. Se il traino nazionale funzionerà, il centrodestra potrebbe vincere già al primo turno. In caso di ballottaggio, invece, la differenza la farebbe l’Udc, che conta il 5 per cento e al primo turno corre da sola con Giuseppe Mazzoleni.