Franceschini torna dietro le sbarre

È la prima «vittima» del decreto legge «anti-stupri» varato dal governo un paio di settimane fa, proprio in seguito alla sua scarcerazione. Davide Franceschini, 22 anni, il giovane che la sera di Capodanno ha stuprato una ragazza durante una festa alla Fiera di Roma, è tornato in carcere ieri sera nella capitale.
Nei confronti del giovane il pubblico ministero Vincenzo Barba, che nei mesi scorsi aveva chiesto e ottenuto per lui gli arresti domiciliari, in seguito al decreto e ad una circolare del procuratore di Roma Giovanni Ferrara, ha chiesto l’aggravamento della misura con la detenzione in carcere. Il giudice per le indagini preliminari, Guglielmo Muntoni, ha così ordinato l’esecuzione della misura restrittiva nei confronti di Franceschini che in questo modo è stato costretto a tornare dietro le sbarre.
Il varo del decreto anti-stupri, dopo le polemiche suscitate dalla scarcerazione di Franceschini, era stato accolto dalla procura di Roma in una circolare che il procuratore capo Giovanni Ferrara aveva inviato a tutti i sostituti ricordando loro che la custodia cautelare in carcere è diventata adesso obbligatoria proprio per effetto del decreto governativo.
Il decreto fino ad ora non era stato applicato alle indagini e ai processi in corso per una mancanza di una norma transitoria che aveva portato il capo della procura a redigere la circolare. In base al decreto rischiano di finire in carcere non soltanto chi ha ottenuto gli arresti domiciliari perché accusato di violenza sessuale, ma anche chi si trova già nella fase processuale di appello.