Franceschini vara la segreteria: dentro anche Chiamparino ed Errani

Il neo segretario del Pd ha nominato la segreteria del partito che sarà composta da sette esponenti con ruoli istituzionali sul territorio, come Vasco Errani, Sergio Chiamparino e Maurizio Martina<br />

Il neo segretario del Pd, Dario Franceschini, ha nominato la segreteria del partito che sarà composta da sette esponenti del partito con ruoli istituzionali sul territorio, come Vasco Errani, Sergio Chiamparino e Maurizio Martina. Lo ha annunciato ai cronisti lo stesso Franceschini. Il segretario ha anche scelto Maurizio Migliavacca come responsabile dell’area organizzazione.

Errani e Chiamparino I sette dirigenti che entreranno nella segreteria sono Vasco Errani, presidente della regione Emilia Romagna; Sergio Chiamparino, sindaco di Torino; Fabio Melilli, presidente della provincia di Rieti; Maurizio Martina, segretario regionale del Pd della Lombardia; Elisa Meloni, segretario provinciale del Pd a Siena; Federica Mogherini, parlamentare; Giuseppe Lupo, consigliere del Pd in Sicilia dove il partito è all’opposizione.

Organo politico La segreteria, ha spiegato Franceschini, sarà l’organo politico del partito che "lavorerà a stretto contatto con i venti segretari regionali del Pd" in riunioni che si terranno a scadenza settimanale. Il primo di questi incontri avverrà già domani pomeriggio. Franceschini ha poi spiegato che dopo l’azzeramento del governo ombra verranno scelti dei responsabili di aree tematiche: "Per queste funzioni - ha detto il segretario del Pd - ricorrerò soprattutto all’esperienza e ai parlamentari, perchè queste problematiche vengono affrontate in Parlamento".

I capigruppo non cambiano Nessun cambio, invece, per i capigruppo alla Camera e al Senato: "Su questo argomento - ha sottolineato Franceschini - i gruppi sono sovrani ma la mia opinione è che è bene non inserire elementi di instabilità in questo momento. E poi Antonello Soro e Anna Finocchiaro hanno lavorato bene. Tra l’altro - ha concluso - nessuno mi ha mai posto il problema dei capigruppo".