Francesco Berti Riboli: «Abbiamo realizzato un’opera d’eccellenza»

È abbastanza clamoroso, in tempi di crisi della Sanità, un investimento di 6 milioni di Euro per la realizzazione di un imponente blocco operatorio, in uno scenario di alta chirurgia.
Il tutto è avvenuto a Villa Montallegro che ha realizzato una nuova struttura, a fianco della casa di cura già esistente, che comprende un blocco operatorio di primissimo livello, una terapia intensiva all’avanguardia e due stanze «prototipo» oltre ad altri impianti legati all’attività chirurgica. Giustamente orgoglioso ne va l’amministratore delegato di Villa Montallegro, il dottor Francesco Berti Riboli, che insieme al suo vice direttore sanitario dottor Luca Spigno (collaboratore del progetto) è riuscito in 14 mesi a portare a termine un’opera di tali proporzioni.
È così dottor Berti Riboli?
«Sì. Siamo riusciti a realizzare un’opera di eccellenza per Genova e tutta la Liguria, utilizzando le tecnologie più avanzate e servendoci di partner, quasi tutti genovesi, che hanno garantito velocità e altissima qualità».
Insomma la Sanità privata ancora una volta copre i tanti vuoti di quella pubblica.
«Siamo uno degli ultimi baluardi della Sanità privata in Liguria: ne siamo fieri, anche se constatiamo che nella nostra Regione stiamo avviando ad uno scenario misero, misero per quanto riguarda le strutture sanitarie».
I rapporti con le Istituzioni non sono felicissimi...
«La nostra posizione è di privati puri, da tanti anni siamo sul mercato, ogni investimento, ogni ristrutturazione è pagata con i nostri soldi e con la fiducia che ci danno da sempre i nostri clienti».
Un investimento di sei milioni di euro è notevole...
«Siamo una struttura solida, per fortuna. Abbiamo ben duecento addetti quasi tutti dipendenti oltre ai circa trecento medici frequentatori. Ma di questo, lo dico con un pizzico di amarezza, da parte delle istituzioni silenzio assoluto».
Si aspettano ora gli ultimi permessi per partire... Ancora la burocrazia di mezzo?
«Penso che per fine anno tutto sarà operativo, mancano le visite dei tecnici dell’Asl e del Comune».
Grazie a voi la nostra regione può vantare qualche primato, visto che è la terra che offre meno spazi alla Sanità.
«Abbiamo realizzato addirittura una palazzina all’interno dell’area della casa di cura, di tre piani di cui uno interrato. Insomma un grosso investimento e uno sforzo organizzativo notevole. Ma ci siamo riusciti e questo credo anche per la nostra terra sia un evento positivo».