Francesco Roslaniec e Stanislao Mysakowski

Altri due sacerdoti polacchi uccisi dai nazisti, Francesco Roslaniec, nato nel 1889 e insigne teologo biblista, era professore universitario a Warszawa, in diocesi di Radom. Arrestato dalla Gestapo nel 1939, finì a Dachau, dove fu gasato nel 1942. Stanislao Mysakowski, di tre anni più anziano, faceva il catechista a Lublino. Anch’egli rimase impigliato nella stessa retata che nel 1939 portò diversi polacchi, soprattutto preti, nel lager di Dachau. Si ritrovò nella medesima camera a gas del Roslaniec. Mi si consenta a questo punto uno sfogo, piccolo quanto lo spazio di questa rubrica che è ormai al suo dodicesimo anno.
Come chi la segue sa bene, difficilmente qui compare due volte lo stesso personaggio. Quando ciò accade, è solo perché su qualcuno c’è davvero tanto da dire. Dunque, calcolate quanta gente, è passata di qui. Ebbene, avrete fatto caso che i più sono morti ammazzati. E ammazzati solo perché cristiani, sennò qui non comparirebbero. Come sapete, la notizia che una ragazza di colore è stata sfregiata con una svastica sul viso fa il giro del pianeta, mentre un cristiano ucciso fa dire ai redattori: uffa, un altro. Eggià, la morte violenta di un cristiano fa per così dire parte del panorama, è una non-notizia, come il classico cane che morde un uomo. La notizia, semmai, sarebbe un cristiano che uccidesse i suoi assalitori. L’uomo che morde il cane, insomma. Ovviamente, la legittima difesa per lui non varrebbe, figurarsi. Ah, per vostra informazione; ogni anno sono centoquarantamila i cristiani che vengono uccisi. Ancora oggi. Ogni anno.