Il «francese» Accorsi: «A Parigi lavoro bene»

L’attore andrà al Festival di Berlino con «Saturno contro» di Ozpetek, poi solo film girati all’estero

da Roma

Sembrano passati anni luce da quando Stefano Accorsi, l’attore del momento ieri gratificato al Quirinale dal Premio «Vittorio De Sica», apriva il suo sorriso tutta salute, raccomandando «Du gust megl’ che uan», in un maccheronico anglo-romagnolo. Ma non si vive di solo spot e, se c’è talento, per la vita e per l’arte, può capitare persino di salire al Colle, nel primo giorno di dicembre, indossando uno smoking da mattina. «Mi trovo in un momento felice della mia vita», dice il neopadre, che quest’estate ha avuto un figlio dalla modella e attrice Laetitia Casta, già madre di Satheene. «Il nostro bambino l’abbiamo chiamato Orlando, pensando all’Orlando innamorato di Matteo Bojardo: spero tanto che, a Roma, dove storpiano i nomi, non me lo chiamino “Orlà”», commenta ironico l’attore, tra due mesi al FilmFest di Berlino, per promuovere Saturno contro, il film di Ferzan Ozpetek, appena finito di girare, nel quale lui è Antonio, un marito dal temperamento problematico. «In qualche modo il personaggio mi rispecchia, perché anch’io, nella corsa dell’esistenza, sono abituato a superare un ostacolo dietro l’altro. Girare con Ozpetek questa commedia corale mi ha fatto piacere, così come lavorare insieme a Margherita Buy, qui nel ruolo di mia moglie, e agli altri attori del cast, Isabella Ferrari e Pierfrancesco Favino». Papà Accorsi, però, ora sugli schermi francesi con La faute à Fidel (Tutta colpa di Fidel) di Julie Gavras, dove si cala nella parte di un genitore appassionato di politica, ha imboccato la strada d’Oltralpe. A gennaio girerà Un baiser s’il vous plait (Un bacio, per favore) di Emmanuel Mouret, a febbraio Les deux mondes (I due mondi) di Daniel Cohen (prodotto dalla Gaumont) e, a metà marzo, Le jeune fille et les loups (La ragazza e i lupi), di Gilles Legrand, insieme alla compagna Laetitia. «È un progetto al quale tengo molto: io sarò Giuseppe, irsuto eremita che vive tra i lupi in montagna e Laetitia sarà Angela, aspirante veterinaria che, durante la Grande Guerra, sogna di diventare la prima donna veterinaria», ci spiega. «Se sono diventata una star parigina come la Bellucci? È che in Francia trovo occasioni di lavoro, anche se il nostro cinema ora sta vivendo una fase di rilancio. Diversamente dagli anni Novanta, mi pare ci siano più generazioni all’opera. Quando ho iniziato ad andare sul set non c’erano trentenni, quarantenni e cinquantenni in contemporanea».