Francesi uccisi a Medina, "esecuzione mirata"

Riad - Sarebbe stata una vera e propria esecuzione mirata quella compiuta ieri da alcuni uomini armati nei confronti dei quattro francesi uccisi in una località desertica dell'Arabia Saudita, a nord della città di Medina. Dalle ricostruzioni dell'accaduto fatte oggi dalla stampa saudita, emerge come gli attentatori non avrebbero affatto sparato a caso, ma prima di aprire il fuoco sapessero con precisione chi colpire.In base alla ricostruzione fatta dal giornale 'al-Medinà, i nove francesi si erano fermati in una località chiamata Buat, al Km 17 della strada Tabuk-Medina. «In quel momento si è avvicinata una Jeep con a bordo alcuni uomini armati - si legge nell'articolo - che prima di aprire il fuoco hanno chiesto le loro generalità». Più dettagliata ed inquietante invece è la ricostruzione del quotidiano 'al-Watan'. Secondo il giornale di Riad, all'interno della Jeep c'erano tre uomini armati, di cui certamente uno era a volto coperto. «Tre uomini armati hanno circondato la famiglia e prima di aprire il fuoco - si legge nell'articolo - hanno allontanato dai quattro uomini le tre donne, dai 40 ai 50 anni, poi una ragazza di 15 anni e un ragazzo di 11 anni». Una fonte spiega ad 'al-Watan' che gli assassini dopo aver aperto il fuoco sugli uomini hanno perlustrato bene la zona dove è avvenuto l'attacco prima di fuggire. Forse basandosi su queste informazioni il portavoce della sicurezza saudita, Mansour Turki, non ha escluso ieri che gli assassini possano aver seguito le loro vittime prima di entrare in azione.