Franchini in trionfo, Recchia in ospedale

Elena vince la sua prima discesa di coppa: beffate le austriache. Volo spettacolare ma senza gravi conseguenze per la compagna

Maria Rosa Quario

Paura e gioia a Lake Louise. Lucia Recchia, vice campionessa mondiale di superG, vola fuori pista e rimane a lungo immobile sulla neve, al di là delle reti, prima di essere caricata su un elicottero e trasportata a valle con una lieve commozione cerebrale. Elena Fanchini, vice campionessa mondiale di discesa, mantiene i nervi saldi dopo la lunga interruzione, parte trentesima grazie al miglior tempo in prova e va a vincere, a 20 anni e all’esordio sulla pista canadese, la prima gara di coppa del mondo della sua giovanissima carriera. Al traguardo batte le austriache Dorfmeister e Meissnitzer e riceve l’abbraccio della sorella Nadia, 14ª, mostrando orgogliosa il «ciao mamma» scritto sul cerotto che le proteggeva il viso dai meno 20 gradi. A meno di tre mesi dall’olimpiade, l’Italia trova un tesoro in questa ragazzona sempre sorridente di Monte Campione, talento puro sugli sci, mentalità vincente e nessun timore reverenziale verso i grandi nomi del circuito e verso piste che fino a un anno fa guardava solo in televisione.
Da Lake Louise a Beaver Creek, dove Bode Miller ha finalmente lasciato parlare solo il cronometro. Anche ieri non ha vinto, ma finendo secondo dietro al compagno di squadra Daron Rahlves nella discesa di Beaver Creek, ha regalato agli Stati Uniti una fantastica doppietta, esattamente come un anno fa, quando a vincere però era stato lui, con Rahlves secondo. Tutti muti allora, ma non durante la sua discesa, uno spettacolo fatto di salti infiniti, di curve al limite, di rischi calcolati. Dopo le giornate di stress, dopo gli sfoghi spesso mal interpretati, dopo le critiche piovutegli addosso da quelli che non lo conoscono e non lo capiscono, Bode è finalmente riuscito a ritrovarsi in pista e lo sci ringrazia. Ora saranno tutti di nuovo ai suoi piedi, a onorarlo e lodarlo e a dirgli quanto è bravo e simpatico, e la situazione riporta ai tempi di Alberto Tomba, che come Miller non poteva permettersi di perdere, che come Miller diceva sempre quello che pensava a costo di mettersi contro il mondo che gli dava fama e denaro. Per l’Italia, un doppio bravo a Peter Fill e Alessandro Fattori, 7° e 15° alla fine nonostante gli sfavorevoli numeri 6 e 7 di pettorale, e un Ghedina scontento del 17° posto, sempre meglio di Maier, 18° a pari merito con Raich.
E oggi il gigante promette altro grande spettacolo, l’Italia punta soprattutto su Blardone, Simoncelli e Schieppati, mentre a Lake Louise Elena d’oro tenterà uno strepitoso bis. Chi lo ferma più questo fenomeno?