Francia, auto travolge il corteo: 10 feriti

Lunedì incontro decisivo tra governo e sindacati. Ricerca rivela: 500 studenti tengono in ostaggio gli altri 80mila

Alberto Toscano

da Parigi

Stavolta la contestazione dei giovani francesi contro il Contratto di prima assunzione avrebbe potuto finire in tragedia. Ieri a metà giornata duemila studenti si sono riuniti a Parigi nei pressi della Sorbona. Speravano di avvicinarsi all'università, ma lo schieramento delle forze di polizia ha blindato quest'ultima in una specie di gigantesco bunker. I giovanissimi contestatori (gli universitari però erano praticamente assenti: un rapporto diffuso ieri certificava che la quasi totalità degli studenti della Sorbona vuole riprendere la normale attività accademica) hanno così improvvisato prima un «picnic di protesta» e poi un blocco dell'adiacente boulevard Saint Michel. Esasperato dalla situazione, un automobilista ha pigiato il pedale dell'acceleratore per passare tra le maglie del sit-in studentesco, ma i contestatori non si sono spostati. Bilancio: dieci studenti hanno riportato leggere ammaccature, uno ha dovuto essere ricoverato in ospedale. Le sue condizioni non destano preoccupazione.
L'automobilista se l'è cavata con un grande spavento e con un cospicuo preventivo del suo carrozziere. L'auto era riuscita a superare il blocco stradale studentesco, ma è stata assaltata - come una diligenza nel Far West - da centinaia di giovani che l'hanno prima rincorsa e poi rapidamente bloccata. La berlina è stata capovolta e l'arrivo della polizia ha permesso all'irresponsabile guidatore d'evitare un serissimo guaio. Insomma, la giornata è finita bene, ma i rischi sono stati grossi. Immediatamente sindacati, partiti d'opposizione e giunta comunale di Parigi, di sinistra, hanno gridato allo scandalo, accusando il governo di non fare abbastanza per mettere fine all'attuale ondata di proteste contro il Cpe. Secondo il fronte della protesta, occorre cancellare subito quel dispositivo, che rende possibili i licenziamenti senza giusta causa dei giovani di età inferiore ai 26 anni.
La patata bollente dei negoziati con le parti sociali è nelle mani del presidente del partito di maggioranza Union pour un Mouvement populaire (Ump), Nicolas Sarkozy. Trovare un compromesso col «fronte della protesta» è praticamente impossibile. Se ne è accorto il capogruppo dell'Ump all'Assembla nazionale Bernard Accoyer, a cui Sarkozy ha affidato il compito di ricevere i rappresentanti di 19 organizzazioni: studenti, sindacati e imprenditori. Ieri sera Accoyer avrebbe dovuto annunciare le linee guida della nuova legge, destinata a sostituire quella sul Cpe (promulgata e al tempo stesso sospesa una settimana fa dal presidente della Repubblica Jacques Chirac). Invece Accoyer si è preso una pausa di riflessione, rimandando a lunedì un eventuale annuncio, ma è chiaro che i sindacati, convinti d'aver sbaragliato l'avversario grazie alle manifestazioni delle ultime settimane, non accetteranno alcun compromesso.
Gli imprenditori cominciano a nutrire un timore: che la contestazione contro il Cpe, contratto concepito per le aziende superiori ai venti dipendenti, metta in discussione anche il Cne (Contratto di nuova assunzione), che è il suo fratello gemello in vigore nelle imprese di meno di venti salariati. Il Cne funziona dall'anno scorso e funziona bene. Adesso c'è chi vorrebbe cancellarlo insieme al Cpe. Insomma, molte piccole aziende rinuncerebbero volentieri alla legge sul Cpe pur di mantenere l'attuale flessibilità del lavoro, garantita loro dal Cne.
Ieri la Francia intera ha vissuto molte situazioni delicate. Un po' in ogni regione ci sono stati blocchi stradali, durati poco ma non per questo meno negativi per la circolazione. Gli studenti universitari sono ormai ai margini della protesta. Pensano agli esami. Le università completamente bloccate sono solo sette. Quelle che funzionano a singhiozzo sono 43 e quelle in cui tutto va normalmente sono 34. Invece sono gli studenti delle medie superiori a scendere in piazza e a organizzare i blocchi stradali. Ma le vacanze sono dietro l'angolo e poi si vedrà.