Francia, avvisi anche sul vino «L’alcol fa male alla salute»

Ogni anno nel Paese l’alcol uccide 45mila persone. Il ministro della Salute ha deciso di correre ai ripari. I viticoltori transalpini: «Assurdo paragonarci alle sigarette»

Alberto Toscano

da Parigi

«L'alcool nuoce gravemente alla salute» è la scritta che potrebbe comparire l'anno prossimo sulle bottiglie di vino, birra e liquori in Francia. La proposta - che le potentissime associazioni transalpine dei viticoltori considerano alla stregua di uno scandalo e di una provocazione - è stata formulata in seguito alla presentazione del «rapporto sull'alcolismo», redatto dal giornalista Hervé Chabalier e consegnato giovedì al ministro della Sanità, Xavier Bertrand. Ne emerge un quadro davvero drammatico: ogni anno l'alcol uccide ben 45mila persone in Francia, il Paese europeo che guida la classifica della mortalità maschile legata al bicchiere. I danni causati dall'alcol toccano la cifra annuale di 17,53 miliardi di euro, corrispondente all'1,42 per cento del Prodotto interno lordo (Pil). Il flagello del tabagismo costa alla Francia lo 0,8 per cento del Pil e quello degli stupefacenti lo 0,16 per cento. Di qui l'idea di imporre su tutte le bottiglie di alcolici un'etichetta simile a quella che compare sui pacchetti di sigarette. Poche parole, ma terribilmente chiare. L'ideale, per Hervé Chabalier, sarebbe copiare il monito usato per i fumatori: «L'alcol crea un'elevata dipendenza, non iniziare» e soprattutto quel drammatico «Il fumo uccide». Il «rapporto Chabalier» suggerisce al governo di «dire e ripetere senza sosta e sotto ogni forma quanto l'alcol sia pericoloso per la salute dei cittadini».
I viticoltori sono su tutte le furie perché la loro situazione economica è già minacciata dalla concorrenza internazionale sul mercato dei vini e dal cambiamento di gusti dei francesi in favore della birra. La loro tesi è che un consumo «moderato» di vino non crea il minimo problema alla salute e costituisce anzi un fattore benefico. Il loro sogno è quello di scrivere sulle etichette frasi come «chi beve vino campa cent'anni», ma questa volta - diversamente dal passato - il governo sembra dare ascolto ai nemici dell'alcool più che all'influente lobby degli amici della vigna. Si studia dunque un compromesso per introdurre sulle etichette una frase dissuasiva senza giungere alla dura espressione usata per le sigarette.