Francia Brucia moschea Chiesta una legge anti-islamofobia

All’inizio del mese, c’era stata la profanazione di 500 tombe musulmane nel cimitero militare di Arras, nel nord della Francia, per la terza volta in meno di due anni. Poi, sabato scorso, un incendio, di origine dolosa, nella moschea di Saint-Priest, periferia di Lione. Un incendio senza vittime e con pochi danni - solo il portone di ingresso è andato bruciato e alcuni testi religiosi - ma i due fatti di cronaca sono abbastanza perché la comunità musulmana non si senta più al sicuro. E così più di mille persone hanno manifestato domenica nelle strade di Lione e davanti alla moschea, con l’ingresso sbarrato e la facciata nera di fumo, per dire basta ad atti chiaramente anti-islam in aumento nel Paese e spesso impuniti e per chiedere al governo misure concrete fino a una legge contro l’islamofobia, così come ce ne sono già in vigore per l’antisemitismo e l’omofobia. Intanto, dopo le manifestazioni di Lione di ieri, l’appello è a una giornata di mobilitazione in tutto il Paese.