Francia, cade elicottero dell’Aeronautica Morti 8 militari italiani

Il velivolo partecipava a un’esercitazione ed era diretto in Belgio. Si
è schiantato vicino a Strasburgo e ha preso fuoco. Ignote le cause. <a href="/a.pic1?ID=300657" target="_blank"><strong>Quella missione maledetta dopo tanti salvataggi
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Parigi - Un elicottero militare italiano del tipo HH3F Agusta Bell si è schiantato al suolo poco dopo le 16 di ieri nella Francia nordorientale ed è stato divorato da un incendio. Le otto persone a bordo, tutti militari italiani, hanno perso la vita nell'incidente, avvenuto tra le località di Lisles-en-Barrois e Vaubécourt, nella regione Lorena. L'elicottero in questione, prodotto all'inizio degli anni Ottanta dall'Agusta su licenza statunitense, viene abitualmente usato tra l'altro in missioni di ricognizione marina e terrestre. Ieri pomeriggio l'HH3F s'era levato in volo dall'aeroporto della città di Digione, nella regione Borgogna, nel contesto di un'esercitazione militare congiunta franco-italiana, attuata - a quanto sembra - in coordinamento con le forze belghe. Il velivolo era in effetti diretto verso una base situata in territorio belga, poco oltre il confine con la Francia.
L'elicottero si è schiantato al suolo in aperta campagna, in mezzo ai prati. Immediatamente è esploso un furioso incendio, che ha avvolto il mezzo meccanico con i suoi otto occupanti italiani. Sulle prime i pompieri, accorsi con grande rapidità sul luogo del disastro, hanno comunicato d'aver rinvenuto i resti di sette persone. Di conseguenza si è sperato che almeno uno dei passeggeri si fosse salvato, magari riuscendo a gettarsi dal velivolo che stava precipitando. Poco dopo è stata purtroppo confermata la morte anche di un ottavo membro della nostra aeronautica militare.
La magistratura francese ha aperto un'inchiesta per individuare le cause dell'incidente. L'ipotesi di un problema legato alla situazione atmosferica è esclusa, visto che ieri pomeriggio nella Mosa, il dipartimento della Lorena in cui è avvenuta la tragedia, il tempo era bello e il vento non spirava con particolare violenza. La gendarmeria e l'autorità giudiziaria transalpina stanno seguendo varie piste nel tentativo di comprendere le cause dell'accaduto. Tra le ipotesi prese in considerazione c'è naturalmente quella del guasto meccanico, ma ieri sera tutte le fonti francesi erano estremamente avare d'informazioni a questo proposito. Il ritornello era sempre lo stesso: «Bisogna attendere lo svolgimento dell'inchiesta».
Gli elicotteri in volo da Digione al Belgio erano in realtà due ed erano dello stesso tipo. Uno, quello schiantatosi al suolo, proveniva dalla base militare di Brindisi e l'altro da Rimini. Il primo, quello andato distrutto, aveva fatto scalo a Rimini sulla via della Francia e lì gli equipaggi dei due velivoli s'erano, a quanto sembra, mescolati. Anche in occasione della sosta a Digione gli equipaggi dei due elicotteri hanno avuto l'opportunità di cambiare, visto che la destinazione era la stessa.
Negli ultimi anni Francia e Italia hanno aumentato i loro sforzi in vista di un migliore coordinamento in ambito militare. Le forze di terra, di mare e dell'aria dei due Paesi si preparano in particolare a interventi comuni di soccorso umanitario sia in Europa sia nel resto del mondo. Le autorità francesi hanno espresso cordoglio per l'accaduto e hanno manifestato la loro piena disponibilità a collaborare all'inchiesta per far luce sul disastro. Ovviamente la ricerca della verità verrà effettuata in modo coordinato dai due Paesi. Ironia della sorte, il disastro è avvenuto in una zona della Francia, il dipartimento della Mosa, in cui gli abitanti di origine italiana sono particolarmente numerosi. I mezzi d'informazione locali hanno consacrato, anche per questo motivo, particolare attenzione alle notizie sull'accaduto.