Francia, condannato il killer delle Ardenne

Michel Fourniret e la moglie sono stati condannati all'ergastolo per il sequestro, le violenze e gli omicidi ai danni dis ette giovani compiuti tra il 1987 e il 2003. Si erano dichiarati colpevoli in aula

Parigi - Il serial killer francese Michel Fourniret è stato condannato all’ergastolo, da scontarsi obbligatoriamente, perché ritenuto colpevole di aver ucciso sette ragazze. Anche la moglie Monique Olivier, ritenuta complice, è stata condannata all’ergastolo, con una pena di sicurezza di 28 anni. Lo ha deciso la corte d’assise di Charleville-Mezieres al termine di due mesi di processo. Fourniret, detto il killer delle Ardenne, aveva confessato gli omicidi in fase di processo.

Le vittime La più piccola delle sette ragazze che Michel Fourniret, 66 anni, ha rapito, seviziato o violentato, e ucciso - fra il 1987 e il 2003, fra Francia e Belgio - era Elisabeth, 12 anni. La più "vecchia", Jeanne-Marie, ne aveva 22. Quello che viene chiamato il serial killer delle Ardenne li ha ammessi tutti e di tre ha anche fornito nell’aula di giustizia i particolari. Così i giurati della Corte d’assise di Charleville-Mezieres hanno avuto pochi dubbi decidendo la sua sorte e quella della moglie, Monique Olivier, 59 anni, complice, secondo l’accusa. Non ci sono stati colpi di scena durante il dibattimento, durato due mesi. Non c’è stata neanche da parte di Fourniret la risposta a quei perché angosciosi e disperati che i genitori delle ragazze gli hanno continuamente lanciato. Non hanno voluto assistere alle arringhe difensive, e hanno lasciato sui loro banchi le foto delle sette ragazze, con accanto ognuna una rosa bianca.

L'arresto La carriera criminale di Fourniret venne interrotta nel giugno 2003 da una ragazzina di 13 anni, che, rapita e fatta salire sull’ auto, riuscì a sfuggirgli a Namur, in Belgio. Gli aveva appena chiesto se facesse parte della banda del mostro belga, Marc Dutroux: "Dutroux? Io sono peggio" le aveva risposto. La ragazzina riuscì a scappare dall’auto di Fourniret a uno stop, prese il numero della targa e per il serial killer delle Ardenne la storia finì lì. Lei, la moglie Monique, ha detto in aula di aver agito sotto la paura di un marito che la terrorizzava. Ma gli avvocati di parte civile hanno puntato il dito contro di lei: "Siamo in presenza di una coppia assassina, una cosa rarissima nella storia della criminologia francese" ha detto uno di loro, Paul Lombard.

La moglie Monique Olivier aveva conosciuto Michel Fourniret, che era in carcere dal 1984 per una serie di violenze sessuali, per lettera. Avevano cominciato a scriversi: una corrispondenza che aveva portato al loro matrimonio dietro le sbarre. L’uomo era poi tornato libero nel 1987. Sono stati svelati i testi di quelle lettere che i due si sono scambiati. Monique aveva promesso a Michel - ossessionato dalla verginità, perché aveva scoperto che la sua prima moglie non era vergine al momento del matrimonio - di consegnargli "giovani vergini". Michel le risponde, dicendole che avrebbe ucciso il suo primo marito. Una promessa, questa, non mantenuta.

Le trappole Arrestato Fourniret a Namur nel 2003, la moglie Monique, un anno più tardi, aveva iniziato a parlare e a portare alla luce il passato del marito. Fourniret andava in giro con la sua auto, insieme alla moglie, individuava la preda, con una scusa la faceva salire. La trappola era scattata, con sevizie e violenze fino alla morte. "Dutroux, io sono peggio!" disse alla ragazzina che mise fine alla sua carriera di predatore. Eppure guai a paragonarlo al mostro di Marcinelle: "Dutroux è una persona spregevole" ha detto Fourniret.