Francia, per il consumatore arriva il caro-vita «fai da te»

Basterà collegarsi al sito internet dell’Insee (l’Istat d’Oltralpe) per calcolarsi l’inflazione secondo i beni effettivamente consumati

nostro inviato a Parigi

Basta polemiche sul caro euro. I francesi, persuasi come noi italiani che il tasso di inflazione non corrisponda all'aumento reale dei prezzi, tra qualche settimana avranno la possibilità di calcolare il «vero» costo della vita. Basterà accendere un computer e collegarsi, via Internet, al sito dell'Insee, l'equivalente del nostro Istat. Qui si troverà l'elenco di tutti i beni al consumo. Mangi mele anziché banane? Compri chili di pasta? Bevi tre litri di latte al giorno? Basterà cliccare sulle voci che ti interessano e un programma elaborerà l'indice di inflazione personalizzato che, c'è da giurarlo, risulterà assai diverso da quello ufficiale, che si basa su un paniere di beni ipotetico.
A Parigi, ad esempio, l'Insee è criticato perchè non include la variazione dei prezzi delle case, né quella degli affitti, sebbene le spese immobiliari - tra mutui, spese condominiali e canoni di locazione - assorbono un terzo del reddito medio. Ai francesi verrà data la possibilità di sapere la verità, perlomeno virtualmente; perché poi i tassi di interesse verranno calcolati comunque sull'indice ufficiale.
In ogni caso una bella trovata, di cui si è appropriato il governo di centrodestra, scippandola a Francois Rebsamen, il condirettore della campagna di Ségolène Royal; il quale a sua volta l'aveva copiata dalla Germania e dalla Gran Bretagna dove il «Calcolatore personale dell'inflazione» è già a disposizione dei consumatori. Insomma, Sarkozy è riuscito a privare la sua rivale socialista di un argomento di sicura presa elettorale, ma che peraltro non convince del tutto gli economisti.
C'è chi teme che i conti «fai-da-te» possano provocare reazioni sconsiderate tra la gente, soprattutto se gestiti in malafede. C'è chi, al contrario, la considera inefficace per la complessità del sito web e in quanto presuppone la capacità di navigare in Rete. E siccome a lamentarsi del caro vita sono innanzitutto gli anziani, pochi dei quali usano internet, il timore è che la misura possa rivelarsi un bluff oppure, paradossalmente, dimostrare che l'inflazione scende anziché salire. Dipende dal tipo di consumatore. I pensionati sono sensibili al costo del biglietto dei mezzi pubblici, del riscaldamento, di quei venti beni di consumo che acquistano regolarmente al supermercato al negozio dietro casa. Ma se sei giovane e spendi i tuoi risparmi in apparecchiature elettroniche, il «Calcolatore» dimostrerà che siamo in un'era di deflazione, perché i prezzi di computer, Dvd, Mp3 e televisori tendenzialmente scendono.
Insomma, un bel rompicapo, che comunque i francesi sembrano apprezzare. Gli internauti potranno calcolare le variazioni sugli ultimi due anni. Un periodo troppo breve per risolvere il giallo degli aumenti provocati dall'euro, ma è meglio di niente.