Francia e Germania rinunciano a fissare una data per Ankara

Sarà proposto un nuovo calendario. La Turchia resta insoddisfatta

da Ankara

Ha avuto solo un parziale, e per la Turchia insoddisfacente, successo il fuoco di sbarramento con cui Ankara ieri è riuscita a bloccare l'intenzione di Parigi e Berlino di proporre congiuntamente all'Ue, una data ultimativa (a 18 o 24 mesi) perché la Turchia si decida ad aprire i suoi scali alle merci greco-cipriote. La nuova formula franco-tedesca, definita «un nuovo calendario», è stata escogitata dal presidente francese, Jacques Chirac, e dal cancelliere tedesco Angela Merkel (riuniti a Mettlach per il «vertice di Weimar» con il presidente polacco Lech Kaczynski), ma è stata respinta a caldo ieri sera da alcuni dirigenti (anonimi) del ministero degli Esteri turco. Questi ultimi hanno valutato la proposta franco-tedesca, come un «segno di cattive intenzioni» ed un «poco comprensibile gioco di politica interna» di Chirac e Merkel.
Il presidente francese e il cancelliere tedesco, tallonati, oltre che da Ankara, anche dalla commissione Ue, hanno alla fine rinunciato a proporre una data limite alla Turchia per le aperture commerciali a Cipro, ma il nuovo esame per Ankara costituisce comunque un appesantimento delle già dure raccomandazioni della Commissione dell'Ue di qualche giorno fa.
L'ipotesi di una data ultimativa era stata bollata già in mattinata come «un errore storico» dal premier turco Tayyip Erdogan in una concitata telefonata alla Merkel e il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, l'aveva esorcizzata come potenziale causa di una rottura drastica tra Turchia ed i Paesi dell'Unione europea. La commissione Ue da Bruxelles aveva anch'essa invitato Parigi e Berlino a non appesantire ulteriormente la sospensione parziale (su 8 dei 35 capitoli negoziali) già «raccomandata» invitandoli ad accontentarsi di quella raccomandazione.
È stato così che Merkel e Chirac, hanno deciso di rinunciare alla data-ultimatum, e di ripiegare su quello che hanno eufemisticamente chiamato un «nuovo calendario»: se accettato dagli altri Paesi Ue, la commissione Ue dovrà presentare tra l'autunno 2007 - data delle elezioni turche - e la primavera 2009 - data delle elezioni europee - un rapporto straordinario sui progressi dei negoziati con la Turchia.