Francia Il governo espelle i rom dal Paese. Il New York Times: «Come la Gestapo»

La Francia espelle a partire da questa settimana i primi nomadi dei campi irregolari smantellati nel Paese, circa 700 persone. Il primo volo destinato a ricondurre i rom espulsi verso i loro Paesi d’origine partirà giovedì. Il governo ha annunciato inoltre che 51 campi illegali sono già stati sgomberati in tutto il Paese nel corso dell’estate. Intanto crescono le polemiche, in arrivo anche dall’estero. Il ministro dell’Immigrazione francese, Eric Besson, ha risposto alla prima pagina del quotidiano americano New York Times di ieri che faceva allusione alla Gestapo parlando delle espulsioni dei rom organizzate dal governo francese, riferendosi allo smantellamento dei campi. «Anche un grande quotidiano di riferimento può raccontare e scrivere delle idiozie durante l’estate». «La Francia non se la prende con i rom», ha dichiarato il ministroin un intervento alla radio Rtl. «Mi piacerebbe molto che il vocabolario relativo alla Seconda guerra mondiale, con tutte le sue atrocità - lo sterminio sistematico degli ebrei e degli zingari - non fosse più utilizzato. Noi verifichiamo l’identità delle persone e offriamo loro dei soldi per tornare nel loro Paese: qualcuno mi spieghi quale è il legame con le retate del tempo di guerra».
Il New York Times non è però l’unico a usare parole forti contro l’atteggiamento del governo francese verso i rom. Edwy Plenel, fondatore del sito di informazione Mediapart, in prima linea nelle rivelazioni nello scandalo Woerth-Bettencourt, ha definito il presidente francese Nicolas Sarkozy un «delinquente costituzionale». Il deputato del partito di destra Ump, Jean-Pierre Grand, ritenuto però vicino all’ex premier Dominique De Villepin e al suo nuovo movimento politico, ha invece definito «retate» gli sgomberi nei campi rom illegali.