Francia, incriminato l’ex premier Villepin

da Parigi

Tempi duri per l’ex primo ministro francese Dominique de Villepin, 53 anni, che aveva tentato in tutti i modi di strappare a Nicolas Sarkozy la candidatura del centrodestra in vista delle elezioni presidenziali della scorsa primavera. La magistratura pensa a un coinvolgimento di Villepin in un’operazione illecita, volta a far credere che il suo compagno di partito Sarkozy avesse intascato tangenti attraverso la banca lussemburghese Clearstream (cosa assolutamente falsa). Certo qualcuno (pare una persona vicina a Villepin) ha fatto circolare voci calunniose allo scopo di mettere in difficoltà Sarkozy, mentre negli anni scorsi s’avvicinava la scadenza elettorale per l’Eliseo.
All’inizio di questo mese di luglio l’abitazione dell’ex primo ministro è stata perquisita su decisione del magistrato inquirente. Ieri mattina Dominique de Villepin si è recato dai giudici, che lo avevano convocato, ed è uscito da questo incontro con un’incriminazione ufficiale per «complicità nell’uso di documenti falsi», per «complicità in un’operazione di denuncia calunniosa», per «uso di materiale rubato» e per aver «approfittato in modo illecito dell’altrui fiducia».
Una sfilza di accuse che adesso la magistratura inquirente cercherà di dimostrare, nella speranza di processare l’uomo che ha guidato il governo francese dal 2005 al maggio scorso. L’ex primo ministro ha detto ai giornalisti di non aver «mai partecipato a qualsivoglia manovra illecita». I magistrati del Polo finanziario del Palazzo di giustizia di Parigi hanno anche deciso misure per limitare la libertà di Villepin, che non potrà incontrare il suo grande amico Jacques Chirac, ex presidente della Repubblica. Inoltre dovrà versare una cauzione di 200mila euro. È chiaro che lo scandalo lambisce ormai anche l’ex capo dello Stato.