Francia, manette alla br latitante Marina Petrella

Sorpresa alla periferia nord di Parigi. Già sposata al brigatista Luigi Novelli,
all’epoca della condanna per il processo Moro inflittale dalla corte d’Appello di
Roma (6 marzo 1992) era contumace in quanto scarcerata per decorrenza dei termini. Da anni
si era rifugiata a Parigi

Parigi - Secondo fonti del ministero francese della Giustizia, Marina Petrella, che è oggetto di una richiesta di estradizione da parte delle autorità italiane, è stata femata ieri nella Val d’Oise. La donna è una brigatista latitante. La cattura della Petrella è stata annunciata dal ministero della Giustizia francese e subito riportata dalla testata on line de "Le Figarò". Già sposata al brigatista Luigi Novelli e successivamente legatasi ad un algerino dal quale ha avuto una figlia, all’epoca della condanna inflittale dalla corte d’Appello di Roma, per il processo Moro, era contumace in quanto scarcerata per decorrenza dei termini e aveva trovato da anni rifugio a Parigi. Prima di confluire nel 1976 nella colonna romana delle Brigate Rosse, la Petrella, sorella del brigatista Stefano Petrella, era impiegata come segretaria presso l’istituto scolastico "Bruno Buozzi".

La brigatista è stata tradita ieri da un controllo stradale ad Argenteuil, alla periferia nord di Parigi. Era in compagnia di sua figlia, una bambina di nove anni. Oggi stesso la 53enne latitante comparirà davanti al tribunale di Pontoise che potrebbe notificarle lo stato di fermo secondo quanto previsto dalla procedura d’estradizione, su richiesta delle autorità italiane.