Francia: ora chi prenderà il posto di Strauss-Kahn nella corsa contro Sarkò?

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L'arresto del direttore del Fmi ha scosso il partito socialista francese. In testa nei sondaggi in vista delle presidenziali del 2012 ora c'è Hollande (23%). Sarkozy (22%) è tallonato da Marine Le Pen (20%). Ma potrebbe scendere in campo Martine Aubry
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Parigi - Il terremoto che ha sconvolto il Partito socialista francese con l'arresto di Dominique Strauss-Kahn e la pesante accusa di stupro, sembra non smuovere più di tanto l'elettorato francese in vista delle presidenziali del prossimo anno. Un sondaggio dell'istituto Csa rivela che Sarkozy dopo lo "scandalo" avrebbe guadagnato solo l'1-2% di consensi. Uscito di scena Strauss-Kahn (la sua eventuale assoluzione non arriverebbe in tempo, perché il 13 luglio scade il termine per presentare le candidature alle primarie) il favorito nella corsa resta sempre un socialista, anche se i margini si sono assottigliati: è l’ex leader del Psf François Hollande (ed ex marito di Ségolène Royal), con il 23%, seguito da Sarkozy con il 22%. La candidata dell’estrema destra francese, Marine Le Pen, otterrebbe invece il 20%. Una percentuale abbastanza significativa che preoccupa, e non poco, Sarkozy: il presidente gollista, infatti, non può permettersi il lusso di perdere voti al centro inseguendo troppo il Front national. 

Sarkozy: no comment su Dsk Sarkozy ha chiesto ai suoi ministri "di astenersi da ogni commento" sulla vicenda di Strauss-Kahn. Lo ha fatto sapere il portavoce del governo, François Baroin, precisando che Sarkozy ha anche chiesto loro di comportarsi "con dignità e nobiltà di vedute". Un modo come un altro per non farsi cucire addosso la nomea di avvoltoio che approfitta - e gode - delle disgrazie altrui... basterà? Per il 57 per cento dei francesi (sondaggio Csa) lo scandalo sessuale è un "complotto". Ma ordito da chi? Pericoloso, troppo pericoloso fare uno più uno...

Sondaggi favorevoli ai socialisti Da una rilevazione effettuata dall'istituto Csa, il Ps sarebbe in testa al primo turno con François Hollande (23%), davanti al presidente Nicolas Sarkozy (20%). Il caso Strauss-Kahn inoltre non impedirà ai francesi di andare a votare (il 37% di loro sostiene che andrà alle urne), mentre il 54% di loro crede ancora alla vittoria della sinistra (contro il 36%, che pensa ad una sconfitta del Ps). Secondo lo stesso sondaggio, realizzato per BFM-TV, RMC e 20 Minutes, il Ps passerebbe il primo turno anche con Martine Aubry in un confronto con Sarkozy: i due sarebbero in una situazione di perfetta parità, con il 23% dei voti favorevoli ciascuno.

La lotta interna al partito Chi è che riuscirà a strappare la candidatura aggiudicandosi le primarie socialiste? Difficile dirlo con certezza. Il favorito sembra Hollande. Ma la corsa è tutta da giocare e proprio il "caso Dsk", con lo scandalo sessuale e tutte le ripercussioni del caso, potrebbe favorire una donna. In tal caso il nome forte sarebbe quelo della segretaria del partito, Martine Aubry. Quest'ultima, tra l'altro, non sarebbe più vincolata al "Patto di Marrakech", che imponeva a lei e a Strauss-Kahn di non farsi male a vicenda (chi entro giugno avesse avuto meno consensi si sarebbe dovuto ritirare appoggiando l'altro). Ora che Dsk non c'è più la figlia di Jacques Delors potrebbe rompere gli indugi. Se non dovesse farlo Hollande avrebbe la strada spianata, trovando davanti a sé l'unica resistenza di Laurent Fabius, l'ex capo del governo dal 1984 al 1986, sostenuto dall'ala sinistra del partito.

Ségolène non tira La stella di Ségolène Royal non brilla più. Sempre secondo l'istituto Csa il Ps rischierebbe di restare fuori dal secondo turno se dovesse scegliere la Royal come candidata all’Eliseo. Prendendo il 18% dei voti, permetterebbe alla leader del Fronte Nazionale, Marine Le Pen (20%), di ritrovarsi al secondo turno in un faccia a faccia con Sarkozy (23%).

Sarkozy e i candidati centristi Può apparire strano ma non è detto che l'uscita di scena forzata di Strauss-Kahn sia una buona notizia per Sarkozy. Esercitando un forte appeal nell'elettorato centrista il direttore del Fondo monetario internazionale avrebbe potuto tenere lontano dalla corsa altri candidati "moderati" che invece, senza di lui, potrebbero tentare l'avventura presentandosi al primo turno e, giocoforza, sottraendo voti a Sarkozy. Uno di questi è Jean-Louis Borloo, che da poco ha lasciato il partito del presidente (il sondaggio Csa lo dà all'8%). Oppure il centrista François Bayrou (7%). O anche l'arcinemico Dominique de Villepin (fermo al 4%).