La Francia privatizza i suoi pedaggi: c’è anche Autostrade

La cordata con gli italiani punta alla Parigi-Lione

Marcello Zacché

da Milano

Ci dovrebbe essere anche Autostrade nella gara per le strade francesi che il governo di Parigi si appresta a privatizzare. Dopo mesi d’attesa finiranno sul mercato i tre maggiori network autostradali d’oltralpe: Aprr (Autoroutes du Paris Rhin Rhone), Sanef (Société des Autoroutes du Nord) e Asf (Autoroutes Sud de la France). Ieri alle 18 è scaduto il termine per presentare le offerte non vincolanti.
Il gruppo italiano Autostrade punterebbe alla gara per la prima delle tre società, Aprr. Si tratta del gestore che controlla le importanti tratte a sud-est di Parigi, collegando la capitale a Lione, ma anche alla Savoia e al traforo del Monte Bianco, cioè una delle tre principali vie di comunicazione tra Italia e Francia. Nonché uno dei tratti del cosiddetto «corridoio 5», l’asse ferroviario e autostradale che nei progetti dell’Unione europea dovrà collegare Lisbona con Kiev. Aprr è il secondo concessionario transalpino di autostrade, quotato in Borsa, con 5,8 miliardi di capitalizzazione. Il governo De Villepin ne controlla ancora il 70,2%, che dunque ai prezzi attuali di Borsa vale oltre 4 miliardi.
Autostrade non ha confermato l’interesse (la Borsa ha reagito positivamente alle indiscrezioni, con un rialzo dell’1,2% a 21 euro), ma dovrebbe parteciapre a un consorzio con Cdc (Caisse de depots), i gruppi assicurativi Agf e Axa, e il Credit Agricole, aderendo con una quota intorno al 30%. Sarebbero inoltre in corso trattative con il gruppo Gavio. Per Aprr dovrebbe presentarsi anche la francese Eiffage, in cordata con il gruppo australiano Macquaire (socio in Italia degli Aeroporti di Roma). E secondo indiscrezioni Eiffage è interessata anche a Sanef (la minore delle tre reti, che opera nel nord-est della Francia, di cui lo Stato venderà il restante 75,6%).
Per il 50,3% della maggiore rete autostradale, Asf (che in Borsa capitalizza 11,3 miliardi, solo 700 di meno della stessa Auutostrade), sarebbero in lizza il gruppo francese di costruzioni e dell'energia Vinci (già primo socio con il 23%) e quello spagnolo Abertis, a sua volta socio con il 13,3% di Schemaventotto, la holding dei Benetton che detiene la maggioranza della stesse Autostrade). Tanto che se entrambi i progetti andassero in porto (quelli di Autostrade e di Abertis), visti i legami azionari esistenti, il gruppo italiano si troverebbe in una posizione molto interessante.
Bisognerà vedere come si comporterà il governo francese. Da sempre restio alle privatizzazioni, il presidente Chirac sembra ora intenzionato a cambiare rotta, anche per problemi di bilancio. E dalle sue autostrade intende ricavare almeno 13 miliardi. La gara è iniziata ieri con la presentazione delle candidature, gestito però nel massimo riserbo.
Ed è già viva la tendenza allo «sciovinismo», con alcuni esponenti politici che hanno già parlato di «muraglie» e di trattative «in cui si parli il francese il più possibile». Si vedrà: la prossima puntata tra 15 giorni, quando il governo comunicherà la selezione dei candidati, chiedendo loro di presentare le offerte definitive.