Francia, ritorno al potere per "madame Dsk"

Anne Sinclair, la moglie di Strauss-Kahn, dirigerà la versione francese dell’Huffington Post, il sito d’informazione più influente

Anne Sinclair chiude il cerchio. Direttrice dell’Huffington Post, versione francese. La moglie di Strauss Kahn torna a fare il mestiere che l’ha resa una celebrità in Francia: la giornalista. Non in televisione, di cui era una stella, ma per un sito internet. Un ruolo di prestigio, non «esecutivo» secondo il sito Rue89, che ha rivelato la notizia: «Non dovrebbe guidare la redazione, ma sarebbe la numero uno del quotidiano on line». Che non è uno scherzo: negli Stati Uniti la creazione di Arianna Huffington è diventata il primo sito di informazione. La versione francese dovrebbe esordire intorno alla metà di novembre, in collaborazione con Le Monde.

Madame Sinclair chiude il cerchio non solo perché torna a lavorare. È che quando aveva smesso, nel 1997, lo aveva fatto per il marito: Dominique Strauss Kahn, fino ad allora conosciuto come monsieur Sinclair, era diventato ministro delle Finanze. Così lei, il volto più amato della televisione francese, aveva rinunciato al suo show su Tf1, un appuntamento domenicale dove aveva ospitato tutti, i politici d’Oltralpe ma pure Clinton, Gorbaciov, Sharon, Madonna, per non disturbare lui, l’astro nascente dei socialisti. Quello che puntava in alto, altissimo. Ed è servito, all’inizio: il suo Dominique è diventato direttore del Fondo monetario e poi candidato numero uno dell’opposizione per l’Eliseo.

Ora però, nell’autunno del 2011, il suo Dominique non è più nulla. Distrutto politicamente dagli scandali sessuali, ancora imbrigliato in una indagine su festini a luci rosse, ha ammesso di avere sbagliato e, per quanto su tutta la vicenda pesino ambiguità e sospetti, paga. Così ora Anne Sinclair non ha più mariti da oscurare, il suo Dominique ha pensato a tutto da solo.

Perché la coppia Sinclair-Strauss Kahn è di quelle che ragionano, appunto, in coppia: specialmente quando si parla di affari. Potere, politica, soldi, grandeur. Tutto è stato sempre calcolato (fino a un certo punto). Pare che il giovane economista Dominique strepitasse per conoscere Anne, la nipote di Paul Rosenberg, il mercante d’arte di Picasso, erede di un patrimonio da duecento milioni di dollari.

Alla fine è arrivato nel suo show, e l’ha fatta innamorare. Oggi due francesi su tre ammirano la forza di madame Sinclair, la moglie umiliata che non ha mai abbandonato il marito fedifrago e forse violento, strascico di una passione immutata per questa presentatrice della gauche al caviale che sverna a Marrakech (l’odiato Sarkozy la chiama «la dame et ses bagouses», cioè «la signora e i suoi gioielli»): a gennaio, prima di tutto il caos che li ha travolti, il 65 per cento dei connazionali avrebbe preferito Anne al posto di Carlà; forse ora la sceglierebbe come presidente, chi lo sa.

Il nuovo incarico è anche una rivincita per tutti e due, è il bel mondo che riabbraccia la coppia d’oro di Francia. È la riscossa, arrivata proprio da quei media che tanto hanno scavato nell’intimità della loro vita. Hanno scritto di lei che è «troppo orgogliosa per essere gelosa». Troppo fiera per tutto, tranne che per il potere. Madame Sinclair aveva deciso di ritirarsi dalle scene, madame ora ha deciso di tornare. Chissà se le basterà l’Huffington Post, come risarcimento.