Francia, sabotaggi sulle linee dei Tgv. Sarkozy: colpire i responsabili

Proseguono le proteste ed è allarme boicottaggi. Il presidente francese  chiede la massima severità contro i danneggiamenti. Oggi negoziati fra governo, sindacati e aziende. Un sondaggio rivela: 7 francesi su 10 non vogliono che Sarkozy ceda.

Parigi - Clima sempre più pesante in Francia nell’ottavo giorno di scioperi nei trasporti pubblici. Alcuni atti di sabotaggio sono stati compiuti sulle linee ad alta velocità (Tgv) per impedire la ripresa del traffico ferroviario. Oggi, intanto, si apre un tavolo negoziale a tre, fra governo, sindacati e aziende. La direzione della Sncf ha fatto sapere che «un’azione coordinata di sabotaggio - incendio di cavi, blocco degli scambi e della segnaletica - è stata compiuta su diverse linee ad alta velocità». Atti che mirano a «contrastare le ripresa del traffico», accusa la Sncf. Il sindacato Cgt, maggioritario e promotore dello sciopero, ha denunciato «questi atti inqualificabili compiuti da vigliacchi». Il sottosegretario ai Trasporti, Dominique Bussereau, ha denunciato «reati gravi» e definito «inammissibile il carattere coordinato» di questi atti di vandalismo. Oggi prendono il via i negoziati a tre fra governo sindacati e aziende: questa mattina presso la sede della Ratp (metro e bus parigini) e nel pomeriggio presso la Sncf (ferrovie). Ieri il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha ribadito la sua volontà di riformare la Francia e di «non cedere» sul dossier della riforma dei regimi pensionistici speciali. La riforma prevede il prolungamento della durata dei contributi da 37,5 a 40 anni per ottenere il massimo della pensione, allineando in questo modo alcune categorie privilegiate al sistema generale.

Il 69% dei francesi non vuole che Sarkozy ceda Sette francesi su dieci (69%) auspicano che il governo non ceda di fronte alle rivendicazioni dei sindacati. Praticamente la stessa percentuale (68%) giudica lo sciopero ingiustificato. Lo rivela un sondaggio Opinionway condotto per il quotidiano conservatore «Le Figaro» e la rete televisiva LCI, nel giorno in cui prendono il via i negoziati. Sono in maggioranza i dipendenti del settore privato che considerano ingiustificato lo sciopero, mentre il 57% di coloro che lavorano nel pubblico lo considerano giusto. La responsabilità del conflitto è da attribuire agli scioperanti per la metà degli intervistati (50%), al governo per il 32%, a nessuno dei due per il 16%. Il sondaggio è stato condotto su un campione rappresentativo di 1.001 persone tra il 18 e il 19 novembre.

Gli industriali: catastrofe dai costi giganteschi Lo sciopero dei trasporti, entrato oggi nella seconda settimana, è «una catastrofe, un sisma dal costo economico gigantesco», ha detto allarmatissimo Laurence Parisot, presidente del Medef, la confindustria francese. «Il costo degli scioperi è incalcolabile». «Vale a dire che è probabilmente gigantesco». «Sappiamo che molti investitori stranieri hanno rinunciato a fare operazioni in Francia», ha proseguito, sottolineando come gli scioperi avranno un impatto negativo sulla crescita. A suo avviso «è quasi uno sciopero contro il potere d’acquisto». Secondo il ministero dell’economia e delle finanze, lo stop nei trasporti costa tra i 300 e 400 milioni al giorno.

Sarkozy: punire i sabotatori Il presidente Sarkozy ha chiesto che i casi di sabotaggio alle line ferroviarie veloci (Tgv) vengano trattati con la «massima severità». Lo riferisce il sottosegretario ai Trasporti, Dominique Bussereau. «Si tratta di fatti inaccettabili», ha aggiunto. «Non è una questione di sicurezza, ma è l’opposto dello spirito di dialogo dei negoziati che cominciano oggi (...) si tratta di atti di una gravità estrema che saranno puniti con estrema severità». Nella notte tra martedì e mercoledì sono scoppiati diversi incendi su alcune linee di cavi di quattro tratte Tgv (Est, Atlantico, Nord e Sud-Est). La direzione della Sncf ha definito gli incidenti «azioni coordinate di sabotaggio». Anche i responsabili del sindacato Cgt hanno condannato questi atti, mentre il sindacato Sud Rail ha denunciato «la volontà» della direzione della Sncf di «drammatizzare lo sciopero».