In Francia Sarkozy perde alle municipali

Sinistra al 47,9%, Ump al 45,4%. I socialisti trionfano a Parigi. Testa a testa a Marsiglia. Ma quello dei moderati non è un crollo

Parigi - Il primo turno delle elezioni amministrative francesi ha visto un'avanzata dei socialisti, ma non c'è stato lo «tsunami rosa» previsto da alcuni sondaggi della vigilia. La consultazione di ieri (e di domenica prossima) ha un carattere locale, visto che si vota per il rinnovo delle amministrazioni comunali e provinciali. Interpretando i risultati in chiave nazionale, all’Ump è andato il 45,4% dei voti contro il 47,9% di socialisti, verdi e comunisti. I francesi hanno voluto dunque lanciare un monito al presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, chiedendogli maggiore attenzione ai problemi concreti della popolazione. Se si scende nel concreto della situazione delle singole città, i socialisti sono pressoché sicuri di mantenere Parigi, Lione, Nantes, Rennes e Lilla. Il centrodestra ha ottenuto il suo successo più bello a Bordeaux con l'ex primo ministro Alain Juppé, rieletto sindaco già al primo turno col 56%. Incerta è la situazione a Marsiglia, dove il sindaco uscente Jean-Claude Gaudin, esponente del centrodestra, dovrebbe poter sconfiggere domenica 16 marzo il suo sfidante socialista. Sull'esito politico finale della consultazione amministrativa peseranno molto due situazioni locali oggi incerte: le città di Strasburgo e Tolosa, che negli ultimi sette anni sono state gestite dal centrodestra. Se le forze della «maggioranza presidenziale» riusciranno a mantenere domenica prossima queste città - Marsiglia, Strasburgo e Tolosa - il successo socialista verrà sensibilmente ridimensionato. Ieri i socialisti hanno comunque strappato, fin dal primo turno, al centrodestra la città di Rouen, in cui il sindaco uscente Pierre Albertini è stato sonoramente battuto.

Nella capitale il partito di centrodestra Ump (Union pour un Mouvement populaire) si sta rendendo conto d'aver sbagliato candidato, visto che la capolista locale - la signora Françoise de Panafieu - deve accontentarsi di un modestissimo (per le tradizioni di Parigi) 28,6%, contro il 40,4% del sindaco socialista uscente Bertrand Delanoë. In vista del secondo turno, la sinistra parigina sta tentando di compattarsi, ma l'obiettivo non è facile da raggiungere perché i Verdi alzano il prezzo dell'accordo. Comunque Delanoë è in pole position. Nel settimo arrondissement di Parigi (il quartiere dei ministeri) ha vinto come previsto la Guardasigilli Rachida Dati, che manterrà la poltrona nazionale di ministro della Giustizia oltre a quella di sindaco del quartiere. Nel quinto arrondissement, che include il Quartiere latino, il sindaco uscente di centrodestra Jacques Tiberi è in leggero vantaggio sulla sua sfidante socialista. Il bilancio complessivo dei ministri, che erano candidati alla conquista di un mandato locale, è decisamente positivo, ma bisogna aggiungere che molti di quei personaggi miravano alla poltrona di sindaco in piccoli comuni o in amministrazioni piuttosto facili da conquistare.

Sul piano delle dichiarazioni politiche, il primo ministro François Fillon ha parlato dai teleschermi in serata. Si è rallegrato per l'elevato (rispetto alle abitudini transalpine) livello della partecipazione, che è stata del 65%. Ha anche chiesto al centrodestra di impegnarsi al massimo in vista del secondo turno, concludendo il suo discorso con la frase: «La partita è aperta». Su questo non c'è dubbio.