La Francia si spacca sul deficit pubblico al 3%

Il governo assicura: limite rispettato. Gli analisti: il tetto verrà sforato per il quarto anno

Alberto Toscano

da Parigi

Il governo francese ha notificato l’altro ieri alla Commissione europea le previsioni relative al deficit della finanza pubblica nel corso dell'esercizio 2005, che sono del 3% esatto rispetto al Prodotto interno lordo, dopo tre anni consecutivi di sforamento del limite. La cifra contenuta nel documento (appunto il 3%) è peggiore di quella che Parigi s'era impegnata a rispettare: il 2,9%. La ragione sta in una crescita economica inferiore al previsto: non il 2,5%, nel corso del 2005, ma probabilmente l'1,5%. Il conseguente ridimensionamento delle entrate fiscali (rispetto alle previsioni) coincide con gli stanziamenti effettuati dal nuovo governo del primo ministro Dominique de Villepin allo scopo di recuperare un po’ di credibilità nel Paese.
Stanziamenti che per ora non sembrano aver dato gli effetti psicologici sperati, visto che il quotidiano economico parigino La Tribune ha pubblicato i risultati - assai poco lusinghieri - di un sondaggio sul «morale» dei francesi. Il pessimismo la fa da padrone, visto che sono addirittura il 73% coloro che vedono elementi di grave preoccupazione nell'evoluzione economica nazionale nei prossimi sei mesi. La principale considerazione negativa dei francesi riguarda il cattivo andamento del potere d'acquisto delle famiglie, che si aggiunge al livello della disoccupazione (sempre alto, pur essendo calato negli ultimi mesi dal 10,1 al 9,9% della popolazione attiva).
I commenti della stampa sono acidi nei confronti della marcia indietro governativa a proposito dell'obiettivo, tanto sbandierato in passato, di riportare il deficit al di sotto del 3%. Les Echos, il principale quotidiano economico francese, titola: «La Francia rinuncia a riportare il suo deficit sotto il 3% nel 2005 e nel 2006». Le previsioni per l'anno prossimo scommettevano su un calo del deficit della finanza pubblica al 2,7% del Pil, ma adesso il governo è rassegnato a restare anche nel 2006 al 3%. L'anno scorso il deficit della finanza pubblica francese è stato del 3,6% del Pil, cifra che Bruxelles ha digerito assai malvolentieri, e anche per quest'anno sono in tanti - sia negli ambienti comunitari sia tra gli analisti francesi - a ritenere che ci sarà il quarto sforamento consecutivo perché il deficit sarà superiore a quanto previsto dal governo anche nel suo documento di ieri. Un altro elemento di preoccupazione viene dal debito pubblico, salito tra il 2004 e il 2005 dal 64,7 al 66,2% del Pil. Insomma, sotto gli occhi del commissario europeo Almunia, i conti pubblici francesi stanno scricchiolando.