Francia, sinistra sempre più divisa Scende in campo José Bové

Il "contadino di Larzac", 53 anni, decide di lanciarsi nella corsa per le presidenziali. La sinistra è preoccupata per il rischio di un'eccessiva frammentazione del fronte anti Sarkozy

Parigi - Dopo molte esitazione e appena dieci giorni dopo la rinuncia alla corsa all'Eliseo da parte dell'ecologista Nicolas Hulot, il «contadino di Larzac», 53 anni, decide di lanciarsi nell'arena, a rischio di frammentare ulteriormente il fronte della sinistra. Sul settimanale «Politis» l'uomo dai lunghi baffi, figura emblematica del movimento no global francese, ha spiegato in dettaglio i temi-guida della sua campagna: il «vivere insieme», favorire l'espressione civica e quotidiana dell'ecologia e, soprattutto, l'antigloblalizzazione.

Una bandiera che non è il solo a sventolare in questa campagna: con lui, o contro di lui, ci sono anche Marie-George Buffet (PCF), Olivier Besancenot (LCR), Arlette Laguiller (LO) e Gerard Schivardi, sostenuto dal partito dei lavoratori. La discesa in campo di Bovè ha comunque i connotati della «impresa folle», scrive il quotidiano Le Monde: da una parte il contadino di Larzac deve trovare entro il 16 marzo i 500 «padrini» necessari a sostenere la sua candidatura (e per ora ne ha solo 100), dall'altra deve trovare i finanziamenti. Bovè divenne una celebrità in Francia nel 1999, allorchè, in segno di protesta, mise a soqquadro un ristorante McDonald, in costruzione nei pressi della sua abitazione nella Francia del sud. Secondo gli ultimi sondaggi, gli unici due candidati con reali possibilità di passare al secondo turno restano l'esponente conservatore, Nicolas Sarkozy, ministro degli Interni, e la socialista Segolene Royal. In terza e quarta posizione, il candidato dell'Udf, Francois Bayrou e il leader dell'estrema destra, Jean-Marie Le Pen.