La Francia svolta a destra: anche le donne con Sarko

Parigi - «C’est lui!», titola il quotidiano Le Parisien proponendo ai suoi lettori un’intera prima pagina con la foto del nuovo presidente Nicolas Sarkozy, 52 anni, in compagnia della moglie Cecilia. Il 53,06 per cento dei francesi ha votato per il leader del centrodestra, il cui ingresso all’Eliseo non potrebbe avvenire in condizioni più chiare. Però avverrà tra qualche giorno. Ieri Nicolas e Cecilia sono partiti col figlio per una località di campagna, sembra nella Corsica meridionale, dove trascorreranno qualche giorno di riposo e di meditazione. Sarkozy ha fatto molte promesse, e adesso non sarà facile far quadrare il cerchio. Esempio: ha detto che il prossimo governo avrà solo 15 ministri, per la metà donne, ma gli sarà difficile negare una poltrona ministeriale a una serie di persone che lo hanno sostenuto. Inoltre Sarkozy deve pensare a un’altra battaglia importantissima: le elezioni del 10 e del 17 giugno per il rinnovo dell’Assemblea nazionale, solo ramo del Parlamento francese eletto a suffragio universale diretto.
L’analisi dei risultati di domenica scorsa è molto favorevole al neopresidente anche nella prospettiva delle prossime elezioni. Il centrodestra ha sfondato in zone che erano finora una sorta di cittadella delle sinistre, e la carta elettorale francese è cambiata a favore di Sarkozy. Grosso modo i tre quarti della Francia, tutto il nord (salvo metà della Bretagna) e il sudest si sono tinti d’azzurro, il colore del centrodestra. In rosso è rimasta gran parte del sudovest. La regione parigina è divisa in due parti nettamente contrapposte tra azzurro e rosso. Nella zona di Lilla, roccaforte storica della sinistra, i socialisti restano forti, ma Sarkozy ha avuto un’avanzata considerevole.
In vista delle elezioni di giugno i sondaggi lasciano il tempo che trovano perché il problema del sistema elettorale a due turni (con possibilità di restare in gioco a tutti i candidati che abbiano preso almeno il 12,5% degli iscritti alle liste elettorali) è quello dell’organizzazione delle alleanze e delle desistenze. Dato per scontato il fatto che nessuno si alleerà con l’estrema destra di Le Pen, che non aveva deputati nell’Assemblea uscente e che presumibilmente non ne avrà neppure nella prossima, il punto forte di Sarkozy sta nella sua intesa con gli ex amici del centrista François Bayrou, che non lo seguiranno nell’avventura della nascita di un nuovo partito di centrosinistra, che si chiamerà Movimento democratico. È molto probabile che la coalizione pro-Sarkozy, ancora in parte da definire e da strutturare, ottenga la maggioranza assoluta. Può darsi che quella maggioranza tocchi persino i due terzi dei 577 seggi della futura Assemblea nazionale, che si colorerebbe così anch’essa d’azzurro.
Nell’analisi del voto di domenica per l’Eliseo emergono alcuni elementi interessanti, come il fatto che il 67% degli agricoltori e addirittura l’82% degli artigiani, che in Francia hanno un peso demografico e politico considerevole, hanno votato per Sarkozy. Può sorprendere il fatto che il 52% delle donne abbia evitato di votare Ségolène Royal, preferendole il candidato del centrodestra. I tre quarti dei disoccupati hanno votato per la candidata socialista, mentre gli operai si sono divisi a metà tra i due aspiranti all’Eliseo. Un premio di consolazione per la Royal viene dal suo successo tra i giovani: il 58% di coloro che hanno tra i 18 e i 24 anni si sono espressi a suo favore, mentre Sarkozy ha avuto il 68% dei suffragi di coloro che hanno oltre 70 anni.
I voti del primo turno, svoltosi il 22 aprile, si sono ripartiti secondo le previsioni in occasione del ballottaggio finale di domenica.
Nicolas Sarkozy ha fatto la parte del leone tra gli elettori che al primo turno si erano espressi per il leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen, ormai chiaramente avviato sul viale del tramonto anche a causa dell’età avanzata (sta per compiere 79 anni).
Gli elettori della sinistra radicale hanno sostenuto come un sol uomo Ségolène Royal, ma erano troppo pochi per fare la differenza. Erano invece molti - il 18,7% - coloro che al primo turno avevano dato fiducia a François Bayrou, limitatosi a scoraggiarli dal sostenere Sarkozy (lasciando loro l’alternativa tra astensione, scheda bianca e voto per la Royal). Alla fine gli elettori di Bayrou si sono ripartiti in modo sostanzialmente equilibrato tra i due contendenti, e così Sarkozy ha avuto via libera per l’Eliseo.