Francia, tutti a caccia dei voti di Bayrou

Dove andrà il suo 18%? I sondaggi dicono suddiviso tra i due vincitori dello scontro di domenica scorsa. La socialista Royal ieri ha tentato di coinvolgerlo nel suo "patto presidenziale". L'apertura di "Sarko"

Parigi - Il ritornello secondo cui «la partita del secondo turno si gioca al centro» ha ossessionato i francesi per l’intera giornata di ieri. Ci si chiede dove finiranno i voti (un cospicuo 18,5 per cento) andati al centrista François Bayrou. Questa domanda se ne porta dietro altre due: Bayrou darà o no un’indicazione di voto? Nel caso in cui decidesse di darla, quanti la prenderebbero per oro colato? François Bayrou è un democristiano alla francese, espressione di un Paese in cui, dalla nascita della V Repubblica nel 1958, il centro è sempre stato sacrificato sull’altare del gollismo, prima, e dello scontro destra-sinistra poi. È un cattolico praticante, nato il 25 maggio 1951 a due passi da Lourdes ed è stato ministro dell’Educazione nazionale dal 1993 al 1997 nei governi della destra. Quando nel 2002 Chirac, appena rieletto all’Eliseo, ha giocato la carta della fusione tra le due formazioni di destra, Bayrou gli ha risposto picche ed è rimasto alla testa di una Udf libera e dimezzata. Però l’Union pour un Mouvement populaire (Ump) di Chirac e Sarkozy non aveva bisogno di allearsi con questa Udf: avendo ormai fagocitato metà di quest’ultimo partito, l’Ump aveva da sola la maggioranza assoluta in Parlamento. Così negli ultimi cinque anni Bayrou e i suoi fedelissimi hanno assunto una posizione sempre più critica nei confronti del governo, finendo col collocarsi di fatto all’opposizione.

L’idea di Bayrou era quella di creare le condizioni per un grande dialogo “ulivista” con i socialisti, ma ciò sarebbe stato possibile solo nell’ipotesi di un successo del moderato Dominique Strass-Kahn all’interno del Ps. La vittoria della ben più rigida e dogmatica Ségolène Royal (malgrado ciò che i suoi sorrisi riescano a far credere all’estero) ha portato i socialisti a cercare le tradizionali alleanze alla loro sinistra, esorcizzando in tutti i modi il “destro“ Bayrou. Ieri mattina la svolta di comodo. Il segretario socialista François Hollande, compagno di Ségolène Royal, ha consacrato buona parte della sua conferenza stampa al lancio di teneri messaggi in direzione del leader centrista: biglietti dei cioccolatini in versione politica. Poi la stessa Sègolène, parlando a Valence, si è detta disponibile per «un dibattito aperto e utile» con Bayrou sulla base del suo “patto presidenziale”. La candidata socialista all’Eliseo ha detto di avere lasciato un messaggio sul cellulare del presidente dell’Udf. «Attendo una risposta», ha aggiunto.

Bayrou non ha affatto gradito il comportamento dei socialisti, anche se alcuni suoi consiglieri lo spingono in direzione della coppia Hollande-Royal. Al tempo stesso Bayrou non ha la minima intenzione di sostenere Sarkozy, con cui ha avuto in passato aspre polemiche; ma da buon democristiano dovrà evitare il muro contro muro contro di lui pensando alle legislative in programma in giugno: Jean-Claude Gaudin, vicepresidente del partito di Sarkozy, l’Ump, ha detto che i centristi «dovranno scegliere, o si uniscono a noi, e non li considereremo avversari alle legislative, o ne trarremo le conseguenze». Più morbido il suo capo, che ha detto di voler creare «tra i due turni elettorali una nuova maggioranza presidenziale multipolare» in grado di «unire» il più possibile. Sarkozy ha parlato di «un polo maggioritario» costituito dall’Ump, «un polo centrista» e «un polo di sinistra». In realtà sembra più logico trattarsi di un’apertura a Bayrou.

Il leader centrista dovrà dunque scegliere, ma il suo partito è diviso e i suoi elettori di domenica hanno anime diverse tra loro. Dunque è probabile che Bayrou non dia una particolare indicazione di voto, che peraltro difficilmente sarebbe rispettata, e che i suoi elettori si dividano a metà tra “Sarko” e “Ségo”. Quanto ai sondaggi, che per ora sembrano lasciare il tempo che trovano, uno dice che il 54 per cento degli elettori di Bayrou voterà Sarkozy e un altro li divide in questo modo: 35 per cento alla Royal, 25 per cento a Sarkozy e il resto indecisi.