Francisco Calvo Burillo e Francisco Monzón Romeo

Si tratta di due padri domenicani spagnoli nati nello stesso paesino (Hijar, in diocesi di Teruel) e lì uccisi nell’agosto del 1936. Padre Calvo Burillo, più anziano, era nell’ordine dal 1898 e sacerdote dal 1905. Aveva due o tre lauree in Discipline umanistiche ma era noto soprattutto come confessore. L’altro Francisco aveva preso l’abito nel 1928 e aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale appena tre mesi prima di morire. Scoppiata la guerra civile nel luglio, immediatamente si era scatenata la caccia al cattolico e i frati del convento di Saragozza si erano, per prudenza, dispersi ciascuno dove poteva. I più, non sapendo dove andare, erano tornati in famiglia; facile, dunque, scovarli. Il Calvo Burillo era semiparalizzato, ma gli fecero fare lo stesso il suo personale calvario a spintoni e insulti. Il vecchio frate percorse la sua via dolorosa recitando il rosario. Quando i miliziani furono giunti al luogo dell’esecuzione, si voltò a fatica e li benedisse. Poi partì la scarica. Per il più giovane Francisco i rojos dovettero faticare un po’ di più, perché furono costretti a colluttare con i suoi genitori. Ma poi le cose andarono come prevedibile e anch’egli finì fucilato. Riguardavo in questi giorni un vecchio film di John Ford, La croce di fuoco, con un giovanissimo Henry Fonda che fa la parte di un prete nel Messico del 1929. Finisce fucilato dai governativi e il film si chiude con un altro prete che ne prende il posto in parrocchia. La storia insegna che uccidere cristiani non serve a nulla. Ma la storia non insegna mai niente. www.rinocammilleri.it