Francisco Tomás Serer

Francisco Tomás Serer aveva venticinque anni ed era nato nel paesino di Alcalalí, in provincia di Alicante (diocesi di Valencia). Studiò nella scuola tenuta dai padri terziari cappuccini (da poco fondati dal b. Luís Amigó) a Godella e là scoprì la sua vocazione religiosa. Nel 1928 vestì l’abito dei terziari cappuccini e, dopo gli studi, fu ordinato sacerdote nel 1934. Poiché aveva deciso - e i suoi superiori erano d’accordo - di dedicarsi alla cura dei ragazzi rinchiusi nei riformatori, si iscrisse alla facoltà di Medicina nell’università di Madrid e andò ad apprendere la nuove tecniche psicologiche in Belgio e Francia. Ma tutto l’appreso gli servì a poco perché nel luglio del 1936, scoppiata la guerra civile, dovette scappare e nascondersi. Il suo superiore, padre Bienvenido da Dos Hermanas, gli aveva dato un indirizzo sicuro, in casa di benefattori, e gli aveva detto di precederlo perché lo avrebbe subito raggiunto. Il giovane Francisco eseguì ma attese invano. Preoccupato per il ritardo, malgrado le raccomandazioni volle andare a cercare il vecchio frate. L’indomani mattina il suo cadavere fu trovato appoggiato al muro di cinta del riformatorio madrileno. Crivellato. Chi lo conobbe lo descrisse come timido e gracile, esile biondino occhialuto. Di poche parole ma sempre affabile, era l’angelo dei suoi ragazzi (e non certo “bravi ragazzi”, dato il posto in cui stavano) per quel poco che poterono frequentarlo. Ma il coraggio, virtù cristianissima, prescinde dal fisico e dal temperamento. Il Serer non aveva pensato alla sua, di vita, ma a quella dell’anziano superiore. www.rinocammilleri.it