Le frane divorano Calabria e Sicilia Indaga la Procura

Vibo Valentia «Ho visto la montagna venire giù lentamente, sembrava una colata di lava. Solo a ripensarci mi torna la paura». Antonia chiude gli occhi ripensando a quei momenti. Poi sospira guardandosi intorno, seduta su una branda nel palazzetto dello sport di Vibo Valentia. Antonia è una dei 2.300 abitanti di Maierato, piccolo centro a meno di dieci chilometri da Vibo Valentia, evacuato totalmente dopo che un costone della collina che sovrasta il paese è venuto giù trascinando con sé case di campagna, strade e acquedotto. La sua casa non ha avuto danni, così come le altre, ma il sindaco, Sergio Rizzo, non ha voluto correre rischi e ha mandato via tutti. Ed è scattato un esodo tanto precipitoso quanto doloroso. Chi va via non sa se ritroverà la propria casa, se potrà mai tornare dove ha sempre vissuto.
Ma del resto non si potevano correre rischi, anche perché da ieri ha ripreso a piovere con insistenza, con il rischio concreto di nuovi crolli. E se a San Fratello, il paese vicino a Messina sgomberato due giorni fa, le ultime notizie dicono che c’è qualche segno di rallentamento della frana, in altre zone della stessa provincia e in Calabria la situazione resta drammatica. Gli smottamenti segnalati sono centinaia. Lo spettacolo offerto dalla natura a Maierato era allo stesso tempo terribile e ipnotico: un lento avanzare di rocce sbriciolate e terreno, su un fronte enorme, come una marea che sale lentamente e ingoia tutto ciò che trova, sotto gli occhi atterriti dei paesani e delle telecamere. Il dramma è stato sfiorato quando la frana ha invaso la strada provinciale. Il sindaco del Paese ha convinto con difficoltà gli abitati di una casa isolata a evacuare. Ora quell’abitazione è scivolata a 200 metri da dove sorgeva.
Gli abitanti di Maierato hanno dovuto allontanarsi in fretta, anche a piedi con una valigia o una busta di plastica con poche cose. Alcuni si sono dati da fare per salvare la statua del santo o il dipinto della chiesa madre del paese.
Antonia sperava di potersi trasferire nella sua casa di campagna, ma anche quella è stata evacuata e così è stata costretta ad andare nel palazzetto dello sport, allestito per ospitare 190 persone. In realtà, all’interno, ne sono arrivate solo 17. E cinque, dopo qualche ora, se ne sono andate per sistemarsi a casa di parenti ed amici. Una soluzione adottata dalla grande maggioranza degli abitanti di Maierato. Altri 220, invece, sono stati ospitati nella scuola di polizia, alle porte di Vibo.
E, mentre scattano i soccorsi, è già l’ora delle polemiche. In Calabria, avverte la Coldiretti, il 100% del terreno è a rischio idrogeologico. E c’è chi accusa l’incuria, l’abusivismo la mancanza di fondi. La Procura di Vibo ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti per accertare eventuali responsabilità.
I paese minacciati si sono svuotati, non senza qualche resistenza, specie degli anziani, come Maria, che alla fine si è lasciata convincere dalla polizia e agli agenti ha detto: «Però voglio tornare al più presto». Più che un auspicio, un’esortazione.