Frank Calì, l'ambasciatore dei boss

Fino all'arresto l'imprenditore della "Italian Food Distribution" era un signor nessuno, pur essendo un uomo di rispetto della famiglia Gambino, chiamato a trattare direttamente con i siciliani

New York - Lo hanno preso a casa dell’amante, in un appartamento di Long Island. E agli agenti dell’Fbi, del Servizio operativo centrale della polizia e della questura di Palermo che lo hanno ammanettato non ha opposto resistenza. Erano circa le 8 in America quando Frank Calì, ritenuto dagli inquirenti il nuovo capomafia della famiglia Gambino, è stato bloccato. Prima i poliziotti si erano presentati nell’abitazione dove risulta residente, ma non l’hanno trovato. Gli uomini che per mesi avevano seguito e studiato le sue mosse sapevano però che c’era un altro posto dove potevano trovarlo, una villetta rossa a Long Island - con un giardinetto curato davanti e le tendine alla finestra della cucina - dove abitava la sua amante. Così si sono presentati all’indirizzo e l’hanno preso. Ai poliziotti Calì non avrebbe detto nulla né opposto resistenza, limitandosi a fare una smorfia con il viso. Una volta ammanettato, il rampollo della famiglia Gambino è salito a bordo di un auto, apparentemente tranquillo, ed è stato portato via.

Rimasto per anni nell'ombra Il suo nome non compare nei fascicoli che il Dipartimento di Giustizia americano ha aperto sulle cinque grandi famiglie di New York: i Gambino, i Bonanno, i Lucchese, i Genovese e i Colombo. Di lui però si è occupato, in un dossier, l'Fbi. E' riuscito in una grande impresa: passare quasi inosservato pur avendo incontrato, negli ultimi anni, almeno cinque o sei "ingombranti" delegazioni di mafiosi provenienti dalla Sicilia, giunti Oltreoceano per parlare di "affari". Un disegno, quello di Cosa nostra, volto a ritrovare slancio e forza, negli Stati Uniti, puntando sulla "qualità" delle operazioni, senza fare troppo rumore e soprattutto senza attirare su di sé troppa attenzione

"Franky boy" per gli amici Di Frank Calì si può dire che, fino all'arresto, era un "signor nessuno", pur essendo un uomo di rispetto della famiglia Gambino, chiamato a trattare con i siciliani. Nato a New York nel 1965 il suo nome di battesimo completo è Francesco Paolo Augusto ma tutti lo chiamano Frank (Franky Boy per gli amici). Alcuni pentiti rivelarono che già nel 1999 era un "uomo d'onore" dei Gambino.

L'ambasciatore I termine adatto per descrivere il ruolo giocato da Calì in America è ambasciatore. Calì sarebbe stato proprio l'ambasciatore americano di Cosa nostra. Ufficialmente è un imprenditore della "Italian Food Distribution" a New York. Amministra, infatti, alcune società di import export a Brooklyn, la più nota è la Circus Fruits Wholesale, import export di frutta. Da almeno tre anni, gli agenti dell'Fbi lo vedevano intrattenersi con vecchi trafficanti della "Pizza Connection".