Frankenstein tra horror e parodia

Un saggio senza precedenti che ripercorrere con occhio critico le tappe fondamentali del percorso fatto dal mostro nato dalla
penna di Mary Shelley dal 1816 a oggi

Milano - Un viaggio nell'horror. Con uno sguardo alla parodia. Frankenstein. Un mostro di celluloide tra horror e parodia di Alvise Barbaro è un saggio senza precedenti che ripercorrere con occhio critico le tappe fondamentali del percorso fatto dal mostro nato dalla penna di Mary Shelley dal 1816 a oggi.

Un mostro tra horror e parodia Un testo appassionato, divertente, asciutto e puntuale. Per palati fini, cultori o semplici curiosi. Un viaggio esauriente ed approfondito all’interno della "galassia Frankenstein", ma anche, per chi vuole guardare oltre, una lettura filologica attenta ai mutamenti del linguaggio orrorifico, aggiunge l’autore. Il libro di Barbaro si propone di ripercorrere con occhio critico (ma con una narrazione godibile a tutti) le tappe fondamentali del percorso fatto dal mostro nato dalla penna di Mary Shelley dal 1816 ad oggi: dalla letteratura al teatro, dal cinema horror alla parodia, Frankenstein ha saputo restare fedele a se stesso reinventandosi ogni volta, diventando uno dei più longevi e popolari personaggi mai inventati. "Barbaro ha saputo indagare la galassia Frankenstein, specie nel mondo del cinema, con intelligenza, ampiezza di vedute, ottima documentazione - ha spiegato Giannalberto Bendazzi, docente di cinema di animazione - questo libro è un buon esempio di quella interdisciplinarità necessaria a noi, oggi, che sappiamo tutto di poco e nulla del resto".

Un viaggio nella galassia Frankenstein Dopo un’attenta analisi del romanzo, l’autore prende in esame e analizza le pellicole che hanno contribuito al successo del mostro e, a volte, quelle che l’hanno minato, evidenziando ogni volta i mutamenti stilistici e narrativi che hanno determinato l’evoluzione del personaggio. In questo modo il saggio non manca di delineare uno scenario, quello del cinema horror prima e della parodia poi, che si rivelerà essere tutt’altro che di second’ordine. Nella seconda parte del libro l’attenzione si sofferma sui quattro titoli che secondo l’autore hanno creato il mito cinematografico di Frankenstein, dissezionandoli e analizzandoli, sempre con tono discorsivo, scena per scena, mostrando da vicino il genio creativo e innovatore degli autori che hanno concepito tali opere, che, sebbene importanti, spesso vengono dimenticate. In appendice si trova la filmografia dettagliata su Frankenstein e quella dei principali registi che hanno contribuito a crearne il mito, nonché una breve ma esauriente storia del cinema horror.