«FRANKENSTEIN» TI CAMBIA I CONNOTATI

Diventare un altro. Trasformarsi fisicamente. Stupire. Studiare le reazioni altrui ma anche le proprie al cospetto di una situazione di vita completamente diversa dal solito. È partito anche da noi Frankenstein (lunedì su Italia 1, ore 23,45), primo esperimento italiano di «Gender Swap», ovvero di «cambiamento totale di identità». Negli Stati Uniti questo tipo di spettacolo ha già fatto parlare di sé indirizzandosi verso obiettivi antropologicamente ambiziosi, studiando il comportamento di una famiglia di bianchi trasformati per un certo periodo in negri e catapultati in una dimensione sociale comprensibilmente complessa. La versione italiana del «Gender Swap» vola meno alta ma non è priva di qualche curiosità. Nella prima puntata due casi: quello di Roberto, idraulico di 33 anni che desidera trasformarsi in «uomoroccia» per stupire il figlio appassionato dei Fantastici 4, e quello di Gabriella, istruttrice trentaseienne di fitness che vuole invecchiare di una quarantina d'anni per incontrare sotto mentite spoglie la suocera e sapere cosa pensa per davvero di lei. Si tratta di due casi tirati un po' per i capelli (mi si perdoni l'immagine in linea con certe tecniche da Frankenstein), tuttavia il percorso di cambiamento di identità, compiuto sotto l'occhio della telecamera attraverso un accurato lavoro di trucco, costruzione in laboratorio di calchi appositi, corsi di comportamento e adeguamento della personalità (per sembrare più vecchi bisogna ovviamente imparare a cambiare la propria voce) non è privo di momenti di divertimento. All'esperimento lavora Sergio Stivaletti, uno dei più importanti esperti di trucchi cinematografici, e Sean Patrick Lowett, definito «maestro di comportamento». Conduce Fabio Canino, balzato agli onori della popolarità con Cronache marziane e qui impegnato a cucire i vari momenti dell'esperimento (il preambolo per illustrare i casi del giorno, la fase della trasformazione e quella del ritorno alla normalità raccogliendo le impressioni dei protagonisti) con professionale sobrietà di toni. Frankenstein è un programma che allarga la convenzionale frontiera televisiva consegnatasi alla moda delle trasformazioni estetiche, la rende ancora più spettacolare e cerca di darsi un tono (una sorta di make up promozionale) facendosi bello con la tesi dell'indagine comportamentale, dell'esperimento a fini introspettivi. Il merito dell'edizione italiana, per ora, è di puntare sulla sdrammatizzazione giocosa, sul lato ludico dell'esperimento più che su quello - non facilmente approfondibile - dello studio psicologico.