Frankie Dettori, campione di strategia alle Capannelle

A volte le corse dei cavalli, soprattutto quelle più importanti, presentano delle storie che si intrecciano con destini che sembrano scritti. Oggi il popolo del turf si sta inchinando, compatto, a Mastery, vincitore del Derby delle Capannelle ed al suo impeccabile condottiero Lanfranco Dettori. Ma se, interlocuzioni verbali che nella realtà non contano nulla, ci fossero state condizioni leggermente diverse, il Nastro Azzurro sventolerebbe allegro nella bacheca di un team italiano: quello di Turati. Ventuno cavalli al via, decisamente troppi, hanno reso la corsa delle corse simile ad una roulette russa, nel quale la casuale pallottola si è conficcata nel cranio di Umberto Rispoli, fantino dal presente e futuro brillante, ma che con il Derby inizia ad avere parecchi conti in sospeso nonostante la sua giovanissima età. Secondo, lo scorso anno con Permesso, beffato da Cima de Triomphe, la maledizione si è ripetuta quest'anno, poiché, mentre Mastery e Frankie hanno galoppato dall'inizio alla fine su una linea retta, Turati ed Umbertino hanno invece subito più intralci loro, in questo viaggio, di quelli che può sopportare un purosangue in tutta la propria carriera. Ma, nonostante ciò, sono finiti a bomba giungendo ad una lunghezza dai vincitori stranieri. La giubba blu del Team Godolphin, quello stellare degli sceicchi del Dubai, conquista Roma non tanto per il valore assoluto di un cavallo, passista, del tutto simile a tanti altri che calcano la scena del galoppo internazionale. Il merito maggiore va invece a quell'omino di ferro che l'ha portato al palo, dimostratosi ancora una volta un campione di classe e strategia. Lanfranco appena si sono aperte le gabbie di partenza, ha mosso le mani per portare Mastery a contatto con i primi, evitando così il traffico di ferragosto dovuto all'eccessivo rumore di partenti. È stata questa la mossa decisiva che ha fatto la differenza fra vittoria e sconfitta, del tutto simile a quella adottata da Carletto Fiocchi una settimana prima nel Regina Elena.