Franz Ferdinand: ora Ulisse ritorna ad Abbey Road

Il terzo album della band scozzese, grazie alla produzione di Brian Higgins, si apre a nuove esperienze dance recuperando la migliore tradizione britannica. Non disdegnando la psychedelia

Rifarsi a un modello in musica, tanto più quando alcune sonorità direttamente si riferiscono ai «contestabili» anni '70, è un rischio. Ma nel caso del terzo album in studio dei Franz Ferdinand si può asserire non solo che l'esperimento sia felicemente riuscito, ma che per i loro estimatori sia certamente valsa la pena attendere quattro anni dopo il controverso «You could have it so much better». Alex Kapranos e i suoi sodali hanno messo insieme un mix esilarante di indie rock, post-punk e dance che andrebbe scomposto nei suoi elementi per apprezzarne l'elaborato lavoro cucito insieme dall'attenta produzione di Brian Higgins. Va detto che sia New Musical Express che Rolling Stone hanno subito storto il naso dinanzi all'insolita ibridazione perché una cosa è certa: il rock di «Tonight: Franz Ferdinand» non è tradizionale. A partire dalla prima traccia «Ulysses», una navigazione interiore nella crisi, che unisce un chitarrismo alla Andy Summers di «Outlandos d'Amour» a un utilizzo dell'elettronica che ricorda le produzioni di Giorgio Moroder. Il medesimo affiancamento elettronico si ritroverà in pezzi come «Live Alone» e «Can't stop feeling», ma la scarica adrenalinica del trittico che li precede («No you girls», «Send him away» e «Twilight Omens») recupera una sorta di retroterra mod aprendo poi la porta a «Lucid Dreams». Si potrebbe pensare a un revival synth-pop a metà tra i Devo e gli Omd, ma qui sta tutta l'originalità dei Franz Ferdinand: otto minuti di puro delirio che avrebbero potuto benissimo trovare spazio 17 anni fa in «Screamadelica». È possibile quindi parlare di un ottimo lavoro. E se l'obiettivo inizialmente dichiarato di Kapranos era quello di ripetere un'esperienza di rinnovamento simile a quella delle ultime produzioni pop-rock di Dr. Dre e Timbaland, si può ugualmente affermare che la missione è compiuta. «I'll find a new way» canta Kapranos in «Ulysses»: la nuova terra è stata trovata, ora si tratta di esplorarla in tutti i modi possibili. E come testimoniano le ultime due tracks, «Dream again» e «Katherine kiss me», Ulisse è tornato a casa. Ad Abbey Road.