La Franzoni vuole altri giudici

da Roma

È stato depositato in Corte di Cassazione il ricorso di Annamaria Franzoni, la donna accusata dell'omicidio del figlio Samuele (avvenuto nel gennaio del 2002 nella villetta di Cogne dove la famiglia risiedeva), con il quale chiede di spostare il processo per legittimo sospetto dalla Corte d'Assise d'appello di Torino al Tribunale di Milano. In primo grado, la donna era stata condannata con rito abbreviato a 30 anni di reclusione.
La cancelleria centrale penale di piazza Cavour ha ricevuto l'istanza il 22 dicembre scorso. Nei prossimi giorni il procedimento sarà assegnato a una delle sette sezioni penali della Suprema Corte che dovrà pronunciarsi sulla legittimità ed eventualmente sul merito del ricorso.
Il processo d'Appello per il delitto di Cogne, in corso a Torino, era stato sospeso in attesa del pronunciamento dei giudici supremi. L'ultima udienza nel tribunale torinese risale al 19 dicembre scorso quando sono intervenuti i periti psichiatrici secondo cui la Franzoni potrebbe aver ucciso il figlioletto perdendo poi totalmente il ricordo di ciò che aveva fatto. Una tesi che la donna ha sempre rifiutato e che ha convinto l’avvocato Carlo Taormina a rinunciare all’incarico per protesta.
Al termine dell'udienza, il presidente Romano Pettenati aveva quindi dichiarata «chiusa l'attività dibattimentale» e aveva disposto l'invio delle carte alla Suprema Corte.
La Cassazione è chiamata ad esprimere dunque un giudizio solo sulla competenza, senza dovere entrare nel merito delle vicende processuali.