«Fratelli» contro «compagni»

«Su fratelli, su compagni, su venite in fitta schiera...», recitava l’Inno dei lavoratori, canto di lotta della sinistra. Ma se lì - siamo alla fine dell’Ottocento - «fratelli e compagni» marciavano insieme, oggi la convivenza è difficile. Anzi, a tratti, impossibile, peggio di Don Camillo e Peppone. Parola di una signora di Torino, ex Margherita che, infastidita, ha scritto una lettera al giornale della Curia, La voce del popolo. Cosa lamenta? Il comportamento degli ex Ds, che pur confluiti nel Pd, chiamano gli altri «compagni» e tengono nelle sedi L’Unità e i cimeli del Pci che fu. «Qualcuno forse pensa – scrive – che dobbiamo farci da parte noi cattolici. Potremmo adeguarci e fare politica chiamandoci anche all’interno del Pd “fratelli”».