Fratelli rapinatori per noia

Erano due fratelli al bar. Ma tra un bicchier di coca ed un caffé, anziché fare discorsi per cambiare il mondo, decidevano il modo migliore per vincere la noia della serata. E magari decidevano che una rapina all’autogrill poteva garantire il giusto mix di adrenalina e trasgressione, unite alla sempre allettante prospettiva di raccimolare qualche soldo in più. Ora i loro progetti avranno tempo di studiarli meglio tra la camera da letto e il divano, magari pianificando con più cura quei punti deboli che hanno consentito ai poliziotti di individuarli. Il giudice non ha avuto dubbi nel chiudere a chiave, per loro, la porta di casa e di lasciarli dentro per un po’: «Per la futilità delle motivazioni che hanno condotto alla progettazione e all’esecuzione delle rapine, per il pericolo di reiterazione e per la possibilità di emulazione da parte di altri giovani», Mauro Amisano, giudice per le indagini preliminari di Chiavari ha firmato due ordini di custodia cautelare nei confronti di due fratelli, di 19 e 21 anni, di Sestri Levante. Entrambi dovranno restare agli arresti domiciliari visto che sono accusati di aver messo a segno due rapine ad una stazione di servizio e di aver tentato di fare il tris ai danni di un ufficio postale della Riviera di Levante.
I due, secondo quanto accertato nel corso delle indagini dalla polizia di Chiavari, in collaborazione con i colleghi del nucleo di polizia giudiziaria della Polstrada di Genova, sono i responsabili, insieme ad altri due complici denunciati a piede libero, delle due rapine compiute il 30 novembre e l'11 dicembre all'autogrill «Riviera Sud» sulla A12, in corrispondenza dello svincolo di Sestri Levante. Gli stessi fratelli finiti agli arresti domiciliari avrebbero partecipato anche a un tentativo di rapina all'ufficio postale di Lavagna il 13 dicembre.
L’accusa è sostenuta anche dal pubblico ministero chiavarese Gabriella Dotto. Secondo quanto ricostruito da polizia e magistrato, le rapine sarebbero state deciso per vincere la noia di una serata trascorsa al pub, proprio di fronte a alla «solita» e poco avvincente bottiglia di birra. Persino i soldi rubati, in tutto 900 euro da dividere in quattro, i due fratelli li avrebbero spesi per comprare qualche dose di sostanza stupefacente e per fare qualche partita al videopoker. In una perquisizione in casa dei due fratelli, uno muratore e l'altro cuoco, è stata ritrovata anche la cassetta dove era contenuto il fondo cassa del punto di ristoro rapinato.