Fratellini scomparsi: si teme la pedofilia

Il sequestratore non avrebbe agito da solo. Alcuni pregiudicati già interrogati

Bepi Castellaneta

da Bari

Non è stata una fuga, ma un sequestro. E adesso gli investigatori puntano con decisione sulla pista della pedofilia. È questa infatti l’ipotesi maggiormente accreditata dalla polizia nelle indagini sulla scomparsa di Francesco e Salvatore Pappalardi, i fratellini di 13 e 11 anni di cui non si hanno più notizie dal cinque giugno scorso. Con il passare delle ore si accavallano i dubbi e cresce l’angoscia a Gravina in Puglia, quindicimila abitanti a una quarantina di chilometri da Bari, dove le ricerche procedono a ritmo serrato così come va avanti l’inchiesta. Il dirigente della squadra mobile di Bari, Luigi Liguori, catapultatosi in paese fin dal primo allarme, non si concede un attimo di tregua e anche ieri si è precipitato in commissariato per dirigere una nuova tornata di interrogatori. Gli investigatori non escludono nulla, ma con il passare delle ore ha preso seriamente consistenza l’ipotesi di un rapimento a sfondo sessuale: i ragazzini potrebbero essere stati sequestrati da un pedofilo, che potrebbe aver agito insieme ad altri complici. E si sarebbe trattato di un piano organizzato nei dettagli, probabilmente dopo giornate di appostamenti. Per il momento è solo una delle piste, ma è quella su cui adesso la polizia si sofferma maggiormente: per questa ragione sono stati interrogati anche alcuni pregiudicati per reati specifici.
Gli investigatori non tralasciano alcun elemento e sono anche impegnati in un lavoro di confronto delle varie versioni raccolte fino ad ora in modo da ricostruire quel cinque giugno, quando i fratellini hanno salutato e sono usciti di casa; quindi sono rientrati e si sono allontanati un’altra volta e nessuno li ha più visti fino alle 20.20, quando sono stati notati sulle tribune dello stadio cittadino dove era in corso un torneo di calcio. Poi più niente, solo buio fitto intorno alla sorte dei fratellini che sembrano inghiottiti in questa vasta fetta di Puglia che ormai è presidiata da poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, speleologi, uomini del soccorso alpino e del corpo forestale dello Stato. Nelle ricerche vengono utilizzati cavalli, lupi, cani, motociclette da cross: il territorio è stato passato al setaccio, ma questa è una zona particolare, segnata da improvvisi dirupi che sprofondano per decine di metri. Ieri è stata controllata una parte della «Faraualla», una cavità che raggiunge i 250 metri. I volontari hanno ispezionato il pozzo di accesso a questa voragine e si sono calati fino a 140 metri. E poi ancora: sono stati perlustrati i dintorni di Cassano delle Murge, Spinazzola e Santeramo in Colle. Ma anche in questo caso le ricerche non hanno dato esito. E mentre cresce l’angoscia, questa sera per le strade di Gravina in Puglia si snoderà una fiaccolata di solidarietà e speranza. I muri del paese sono tappezzati di manifesti: «Affinché tutti i bambini possano giocare liberi ovunque – c’è scritto - e perché a nessun bambino venga negata la propria infanzia».
Intanto, sulla vicenda interviene il parroco della chiesa di San Matteo, don Michele Paternoster, il quale punta l’indice contro la madre dei ragazzini, Rosa Carlucci: «Per me bisogna indagare sulla mamma, questa donna è gelida, fredda e distaccata», dichiara. E aggiunge: «Il papà aveva i figli in affidamento e non avrebbe avuto alcun vantaggio a sottrarre i due ragazzini». Il sacerdote precisa però che i fratellini non frequentavano la sua parrocchia: «Li ho visti passare solo qualche volta», dichiara. «Il piccolo – aggiunge – lo ricordo, il grande no. La mamma – prosegue – non l’ho mai vista e non me la sento di esprimere giudizi, il padre so solo che è un gran lavoratore. Spero – conclude – che questi ragazzini vengano recuperati e restituiti presto alla società civile».