Fratellini spariti: scontro sulla pista romena

Unico indagato finora il padre: un testimone lo avrebbe visto coi figli la sera della scomparsa

Bepi Castellaneta

da Bari

Volti scuri, cellulari spenti, nessuna voglia di commentare. Alle 11.30 questore, comandante provinciale dei carabinieri e prefetto piombano al terzo piano del palazzo di giustizia e si infilano nell’ufficio del procuratore, Emilio Marzano. Il quale, dopo una riunione durata poco meno di tre ore, lascia filtrare una dichiarazione per spiegare che le indagini «sono svolte in piena e condivisa collaborazione» e per ribadire che «non viene tralasciata alcuna pur labile pista investigativa».
Così, al termine di una mattinata carica di tensione, gli inquirenti provano a fare quadrato e soprattutto cercano di gettare acqua sul fuoco dopo il terremoto scatenato dal sindaco di Gravina in Puglia. Lui, Rino Vendola, è infatti tornato sul mistero di Francesco e Salvatore Pappalardi, 14 e 12 anni, i fratellini scomparsi il 5 giugno dopo essersi inoltrati nel labirinto di strade e piazze del centro storico di questo paesino arrampicato sulla Murgia: ebbene, in una lettera affidata alle colonne del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, Vendola non solo ha espresso la convinzione che i fratellini siano vivi e siano nascosti in Romania, ma ha rivelato che questo è quanto è stato accertato «inequivocabilmente» da due carabinieri in servizio a Gravina ai quali, però, «sarebbe stato inibito di continuare nelle ricerche-indagini».
Parole pesanti, che si sono abbattute come un macigno su una storia che è ancora un giallo tutto da decifrare nonostante quasi quattro mesi di ricerche condotte a ritmo serrato e un esercito di soccorritori sguinzagliati per le grotte e i dirupi che sprofondano per decine di metri in questo angolo di Puglia. Eppure secondo quanto sostiene il sindaco, i carabinieri avrebbero già chiarito che i fratellini si trovano in Romania, «prelevati – si legge nella lettera – da un personaggio e successivamente passati nelle mani di altri».
La sortita di Vendola, che chiede l’attivazione dell’intelligence e lancia un appello ai ministri Amato e D’Alema, è stata commentata con ottimismo dalla madre dei fratellini, Rosa Carlucci: «Si accende per me una speranza che era del tutto accantonata». Ma nello stesso tempo, le parole del sindaco sono rimbalzate come un fulmine a ciel sereno a palazzo di giustizia. E così in Procura è stata fissata la riunione per serrare i ranghi e allontanare l’ombra di qualsiasi divergenza. In realtà le voci di un ritorno sulla scena investigativa della pista romena si rincorrono già da qualche settimana a Gravina in Puglia e nella vicenda trovano posto le confidenze fornite dal cugino di un sacerdote. Proprio negli ambienti religiosi, forse anche con l’interessamento di una personalità del Vaticano, ci si sarebbe attivati per avviare contatti con la chiesa ortodossa di Bucarest: il sospetto è che i bambini siano finiti laggiù, probabilmente in un campo nomadi. Inoltre, ad alimentare le indiscrezioni sui tentativi di collaborazione tra religiosi tuttora in corso, c’è il viaggio in Vaticano fatto dal vescovo di Gravina il 9 ottobre.
Alla fine di giugno gli investigatori, insieme al pm Antonino Lupo, erano volati in Romania per interrogare un’amica della madre di Francesco e Salvatore che fino a poco tempo fa viveva a Gravina, ma le indagini non hanno portato ad alcun risultato. E così, la squadra mobile ha invece puntato i riflettori sul padre dei fratellini, Filippo Pappalardi, iscritto nel registro degli indagati per sequestro di persona: contro di lui c’è la testimonianza di un ragazzino che dice di averlo visto insieme ai figli la sera della scomparsa.