Il fratello di Anna: «Vi prego, rispettate il nostro dolore»

Gli amici di Legnano la ricordano bella e semplice. Viveva a Roma con il fidanzato ma tornava spesso dai genitori

Dolore e sgomento a Legnano, appena arrivata la notizia della morte di Anna Piera Mignano, uccisa a Malindi in Kenya. Ad aggredire la turista sarebbero state alcune persone che volevano rapinare lei e i suoi compagni; qualcosa però è andato storto ed è partito un colpo di pistola che ha ucciso la ragazza. Dolore e commozione fra la gente del quartiere che l’aveva vista crescere, studiare e laurearsi in Economia e Commercio, prima di trasferirsi a Roma, tre anni fa, per raggiungere Marco, il fidanzato che avrebbe presto sposato.
Davanti al portone della palazzina di quattro piani, di via Padre Secchi 29, ieri pomeriggio si è raccolta una piccola folla; gente comune che cercava di testimoniare la propria solidarietà alla madre Enidina, ed al fratello Pietro, 28 anni psicologo, che per qualche minuto si è soffermato nell’androne della portineria per stringere tante mani.
«È sicuramente un dramma – ha detto –, ma non vogliamo per questo criminalizzare il posto dove è accaduto. Si è trattato di una rapina in villa e sarebbe potuto succedere anche da noi in Italia, dove questi episodi sono ormai di casa». Appresa la notizia della tragedia, il padre Giuseppe, pensionato Telecom è partito ieri mattina per Malindi, mentre la madre, colta da malore ha preferito rimanere insieme ai parenti nell’alloggio al terzo piano, abitato dal 1981.
Anna Piera viveva a Roma dove aveva trovato il suo secondo e definitivo lavoro presso uno studio legale. A luglio avrebbe sposato Marco Lombardi, residente a Ciciliano, vicino a Subiaco, che ha assistito impotente alla sua morte. A Legnano, dove aveva ancora la residenza, ritornava però abbastanza spesso. L'ultima volta a novembre, qualche giorno dopo il suo trentesimo compleanno. La giovane era giunta in Kenya a San Silvestro, per una vacanza insieme al compagno e alcuni amici.
«Sarebbe dovuta rimanere due settimane - ha aggiunto il fratello -; era veramente innamorata di quei luoghi. Infatti era già la terza volta che ci tornava. Non c’era alcun motivo di preoccupazione. Sulla disgrazia abbiamo saputo tutto, ci ha avvertiti la Farnesina; chiediamo ora che venga rispettato il nostro dolore».
«Era una bella ragazza dai capelli lunghi e neri particolarmente legata alla sua famiglia – ricordano i vicini di casa -; era soprattutto semplice nei modi e molto educata; non aveva grilli per la testa ed il suo unico obiettivo era quello di laurearsi per dare soddisfazione ai genitori, ma soprattutto per costruirsi un futuro che qualcuno ha purtroppo interrotto brutalmente».