Il fratello di Borsellino: «Mancino ora sveli perché incontrò Paolo»

da Palermo

«Chiedo al senatore Nicola Mancino, del quale ricordo negli anni immediatamente successivi al 1992 una lacrima spremuta a forza durante una commemorazione di Paolo a Palermo, di sforzare la memoria per raccontarci di che cosa si parlò nell’incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte. O spiegarci perché, dopo avere telefonato a mio fratello per incontrarlo mentre stava interrogando Gaspare Mutolo, a sole 48 ore dalla strage, gli fece invece incontrare il capo della Polizia Parisi e il dottor Contrada». Lo dice Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso dalla mafia il 19 luglio ’92, in una lettera aperta in cui chiede risposte alle tante domande che non gli «lasciano pace». Da quell’incontro, spiega, «Paolo uscì sconvolto». Secondo il fratello «in quel colloquio si trova sicuramente la chiave dalla sua morte e della strage di Via D’Amelio».
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