Frati on line lanciano il turismo religioso

Padre Attilio, il rettore: «Siamo solo quattro ma ci attrezziamo per ricevere tutti»

Paolo Bertuccio

Secoli fa si diceva «ora et labora». Dividere in maniera equa il proprio tempo tra l’impegno materiale e quello spirituale. Una regola di vita che il progresso ha radicalmente cambiato, sottoponendo via via l’uomo a massicce dosi di «labora» a discapito dell’«ora», quasi del tutto sparito. Ma c’è chi non ha dimenticato che forse il nostro malessere deriva dalla mancanza di un qualcosa che ci è stato tolto tempo fa, e si è inventato una soluzione che mette curiosamente assieme turismo e riscoperta della fede.
A Molare, nel basso Monferrato, sorge lo splendido Santuario della Madonna delle Rocche, gestito dai Padri Passionisti. In questo angolo di mondo immerso in un incredibile silenzio possono liberamente trovare accoglienza tutti coloro che desiderano ritrovare un po’ di pace spirituale per mezzo di giornate, week end o settimane di autentica vita religiosa. «Chiunque può venire qui da noi - spiega Padre Attilio, il rettore - per effettuare uno o più piccoli percorsi di fede». Un progetto ancora in fase di sperimentazione, nato due anni fa dalla consapevolezza che «il futuro degli istituti religiosi sarà aiutare “chi sta fuori” a ritrovare la fede, perché la vita che si conduce al giorno d’oggi contribuisce a far perdere di vista la spiritualità».
La formula è semplice: si visita il sito internet www.santuariorocche.org, si prenota («perché noi Padri siamo solo quattro e dobbiamo organizzarci per l’accoglienza degli ospiti») da soli o anche in un piccolo gruppo e infine ci si presenta al Santuario, dove un colloquio preliminare servirà ai Padri a capire meglio le esigenze spirituali del pellegrino e fornirgli così un vero e proprio programma personalizzato, come dei personal trainer dell’anima. «Mi sembra - sono le parole di Padre Attilio - la soluzione migliore. Qui si presenta una tipologia estremamente vasta di visitatori: c’è il fedele che vuole fare il punto della situazione, ma anche chi non si è mai avvicinato alla religione ed è alla ricerca di Dio. Ovviamente non si può proporre a soggetti diversi lo stesso programma. Mai come in queste situazioni ognuno è un caso a sé». Percorsi di preghiera e meditazione personalizzati, ma non dimentichiamo l’«ora et labora»: «Sì, chi vuole può aiutarci nelle nostre faccende. Qualcosa da fare c’è sempre, e può essere molto rilassante perché in un convento i ritmi sono tranquilli». È un modo per approcciare il lavoro serenamente, e non è un caso che molti ospiti del Santuario delle Rocche vengano dall’operosissima ma stressatissima Lombardia. «L’importante, però, è che il lavoro non si sovrapponga agli esercizi spirituali».
A dire il vero, quella proposta dai Passionisti non è l’unica forma possibile di ritiro religioso. Famosi e frequentati, ad esempio, sono i cursillos, tre giorni intensivi di preghiera e riflessione collettiva. Ma Padre Attilio crede molto nel suo progetto: «Chi esce da un cursillo ha dentro un entusiasmo incontenibile, che però col tempo rischia di scemare e non lasciare più traccia. Noi, invece, portiamo avanti un discorso di riscoperta della fede in piccole dosi». Meditazione e tanta preghiera. La scoperta della vita religiosa in una bellissima cornice, che fa dimenticare almeno per qualche giorno tutte le noie e le nevrosi della vita quotidiana. In assoluta libertà e gratuità: «Non sia mai - conclude Padre Attilio - che qualcuno debba rinunciare al cammino che noi proponiamo solo per questioni economiche! Ci accontentiamo di un’offerta libera, secondo le possibilità degli ospiti. Per il resto c’è la Provvidenza». La ricompensa più grande, forse, è vedere la gente partire più felice di quando è arrivata.