Frattini: contro la fame una banca del cibo

Il ministro degli Esteri propone al vertice Fao un meccanismo internazionale che possa calmierare i prezzi e combattere la speculazione

Sandro Astraldi

Roma - Il G8 a guida italiana del 2009 - quello che dovrebbe svolgersi alla Maddalena - avrà al centro del dibattito il tema della «fame nel mondo». Ad annunciarlo al vertice della Fao è il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha raccolto l’allarme lanciato dal segretario dell’Onu, Ban Ki-Moon, il quale teme una «rivolta mondiale» del pane. Secondo Frattini, proprio nel quadro dell’attuale crisi alimentare mondiale, «il G8 assume un ruolo particolarmente importante, e in esso l’Italia che tra pochi mesi lo presiederà: bisogna rilanciare con forza - ha insistito - l’impegno per sradicare la fame, che è la più grande e fondamentale delle diseguaglianze».

Una ipotesi da vagliare in quella occasione, ha continuato il ministro, potrebbe essere quella di istituire una «banca del cibo» per calmierare i prezzi e contrastare le speculazione. «Un meccanismo internazionale - ha spiegato il capo della diplomazia italiana - incardinato nel già esistente sistema agroalimentare delle Nazioni Unite, per compensare le periodiche carenze di scorte alimentari. E cioè un prestatore internazionale di ultima istanza con la funzione di contribuire alla stabilizzazione dei prezzi e di contrastare la speculazione».

Secondo Frattini «un simile strumento, garantendo adeguati livelli di scorte per fronteggiare picchi inattesi di domanda o cali imprevisti della produzione, consentirebbe di ridurre la volatilità dei prezzi agricoli». Inoltre «i Paesi più poveri che dipendono dalle importazioni, per assicurare il nutrimento alle rispettive popolazioni, saprebbero di poter contare sulla disponibilità di derrate in caso di crisi». Nel suo intervento, il ministro degli Esteri non poteva mancare poi di far riferimento all’ipotesi lanciata alla platea il giorno prima da Berlusconi e cioè la possibilità di sottrarre alla rigidità dei parametri Ue sui bilanci le cifre stanziate dai 27 per lo sviluppo dei Paesi poveri e la lotta alla fame. «Accanto a ciò - ha proseguito - si potrebbe mettere a punto un partenariato globale per il governo delle migrazioni nel rispetto delle leggi, visto che il tema reclama interventi credibili e urgenti su cui l’Europa si gioca la sua credibilità sulla scena internazionale».

Il ministro infine ha tenuto a difendere il cosiddetto polo agro-alimentare dell’Onu (Fao, Ifad e Pam) che ha sede a Roma rispetto a chi, nel suo intervento, aveva espresso critiche e dubbi sulla sua efficacia. «L’Italia - ha detto - sostiene questo polo e lo ritiene una presenza importante. Anche se - ha aggiunto - bisogna che il processo di riforma dell’Onu in atto sia completato all’insegna di una maggior efficienza e rapidità anche per le sedi romane».