Frattini: "Via dall'Afghanistan entro il 2014 ma resteranno molti nostri addestratori"

Il ministro degli Esteri ha ribadito che il graduale ritiro delle truppe dell'Alleanza inizierà nella primavera 2011 e sarà
completato entro fine 2014, come stabilito al
vertice Nato di Lisbona: ma molti "addestratori" italiani rimarranno a formare polizia e
forze armate afghane. Camporini e Petraeus con le nostre truppe a Farah. <a href="/esteri/schifani_natale_nostri_soldati_herat_non_resteremo_aghanistan_vita/24-12-2010/articolo-id=495918-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>La visita di Schifani a Herat</strong></a>. Terrorismo, <a href="/a.pic1?ID=495937" target="_blank"><strong>blitz a Rotterdam</strong></a>: presi 12 somali<strong> </strong>

Roma - "Dobbiamo conquistare il cuore degli afghani, e non lo abbiamo ancora fatto del tutto". E' questa, secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini, la ricetta per vincere in Afghanistan avviando il Paese verso la "normalizzazione". Il titolare della Farnesina, stamani, è intervenuto telefonicamente alla trasmissione di Sky Tg24 dedicata agli auguri natalizi ai soldati italiani impegnati all'estero e ha ribadito che il graduale ritiro delle truppe dell'Alleanza dall'Afghanistan inizierà nella primavera del 2011 e dovrà essere completato entro la fine del 2014, così come stabilito durante il vertice Nato di Lisbona: ma molti "addestratori" italiani, ha spiegato il ministro, rimarranno nel Paese per continuare a formare la polizia e le forze armate afghane.

Frattini ha ricordato i tanti "progressi" compiuti dall'Afghanistan in questi anni e l'impegno italiano non solo in termini militari ma di cooperazione civile e di investimenti (ad esempio per lavorazione del marmo e la produzione di zafferano). "Abbiamo pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane, ma l'Afghanistan oggi è un Paese molto diverso da com'era prima", ha osservato Frattini. Secondo il titolare della Farnesina inoltre, dietro l'impegno dei soldati italiani c'é la condivisione e la solidarietà di tutte le forze politiche, o quasi tutte: "Purtroppo l'Italia dei Valori di Di Pietro, anche su questo, è fuori da qualsiasi clima costruttivo".

Camprini e Petraeus con i soldati italiani a Farah Il capo di Stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, ha rfatto, in compagnia del capo della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), David Petraeus, una visita a sorpresa alle truppe del contingente italiano dispiegate nel distretto di Bakwa della provincia afghana di Farah. I due alti ufficiali, riferisce un comunicato della stessa Isaf a Kabul, erano accompagnati nella visita agli alpini dal generale Marcello Bellacicco che guida il Comando regionale occidentale (RC-W) che, oltre alla provincia di Herat, comprende anche quella di Farah. Ai soldati che non si aspettavano questo incontro, il generale Camporini ha detto di comprendere che "é molto difficile per molti di voi stare qui, specialmente in questo momento dell'anno". Bakwa è una delle aree più difficili dell'Afghanistan dove i soldati sono spesso impegnati in difficili operazioni contro i talebani. Prendendo a sua volta la parola, il generale Petraeus si è rivolto alle truppe con alcune parole italiano pronunciando prima un sonoro "Buon Natale!" e quindi con un sentito "Grazie!", chiedendo ai soldati di rompere le righe e di disporsi in circolo attorno a lui per un incontro più informale. Alludendo all'azione mista militare e civile, Petraeus ha poi detto: "State facendo un lavoro meraviglioso in un posto così difficile" e posso dire che "é un privilegio per le altre 48 nazioni dell'Isaf servire con gli italiani".