Frattini In marzo a Teheran con l’ok della Clinton

Entro marzo Franco Frattini sarà a Teheran con la benedizione degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri dovrà infatti sondare la fattibilità della partecipazione iraniana alla conferenza regionale di stabilizzazione di Afghanistan e Pakistan, in programma a giugno a Trieste, e spingere per il coinvolgimento di Teheran nella stabilizzazione dell’area.
Nel suo primo incontro con il segretario di Stato americano, il capo della Farnesina ha avuto la conferma di un segnale che gli era già venuto dal colloquio di giovedì con Richard Holbrooke, inviato Usa per Pakistan e Afghanistan: una sorta di via libera a fare da «esploratore» con Teheran. La Clinton - ha detto il ministro al termine dell’incontro - «non ha mosso obiezioni di principio» alla missione. I tentativi di dialogo dovrebbero portare all’invito a Teheran a partecipare alla ministeriale del G8 a Trieste e «riguardano esclusivamente» la situazione in Afghanistan e Pakistan, lasciando da parte, in questa fase, il dossier nucleare. Il prossimo passo, ha detto Frattini, sarà esplorare la disponibilità dei Paesi arabi moderati per convincerli che «questo non è un via libera alla bomba atomica iraniana».
Non solo Afghanistan al centro dei colloqui. Sul Medio Oriente, Italia e Stati Uniti sono «sulla stessa linea», ha detto Frattini. L’approccio comune è che «se Hamas continua a parlare di riconciliazione, ma al tempo stesso dice che non accetta le condizioni del Quartetto, cioè il diritto di Israele all’esistenza e la sicurezza come precondizione, con un eventuale governo (di cui faccia parte anche Hamas, ndr) non si debba parlare».